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Accarpio bergomi 2Oggi vi raccontiamo una storia a lieto fine

 

Quella a corredo di questo pezzo è una foto che ha un grande significato per tutto lo staff della Federazione Italiana Sport Equestri e, ne siamo certi, anche per Emanuele Accarpio e Marco Bergomi. Non abbiamo reso pubblica questa notizia prima d’ora nel rispetto del diretto interessato. Oggi, con il suo consenso, possiamo raccontarvi questa storia, perché è una di quelle che si è conclusa a lieto fine e soprattutto perché in realtà ha più di un significato importante.

 

Poco prima di partire per Verona, il 24 ottobre scorso, lo staff federale è stato investito da una notizia tremenda. Era pomeriggio, quasi alla fine di una giornata frenetica come tante altre. C’era ormai poca gente al terzo piano di Viale Tiziano. A un certo punto Anna Baroni, anima del Dipartimento dressage e paradressage, chiede aiuto… Emanuele Accarpio, il collega che si occupa di amministrazione in Federazione è svenuto ed è privo di sensi. 

 

La sorte ha voluto che in ufficio si erano trattenuti Marco Bergomi assistente capo della Polizia di Stato e referente dell’attività sportiva del salto ostacoli e il Direttore sportivo delle discipline olimpiche Francesco Girardi che, assistiti da alcuni colleghi intenti a ultimare le ultime pratiche della giornata, sono subito intervenuti. 

 

Verificata l’assenza di respirazione e di battito cardiaco Marco Bergomi ha subito praticato il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. 

 

Nel frattempo gli altri colleghi – dopo aver chiamato il 118 - si sono precipitati alla teca dove è conservato il defibrillatore. Ad utilizzarlo è stata Giorgia Valente del Dipartimento pony (abilitata da corso Croce Rossa-Asi), alternandosi con Marco Bergomi che ha continuato a praticare il massaggio cardiaco. Il cuore di Emanuele ha ripreso a battere. Poco dopo, con l’arrivo dei sanitari, il nostro collega è stato trasportato in ambulanza nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. Oggi – dopo poco più di un mese di cure e meritato riposo – Emanuele è tornato in ufficio accolto dall’abbraccio dei colleghi. 

 

Questa storia ha un duplice significato. Il primo, il più importante, è naturalmente che Emanuele è guarito ed è ritornato al suo posto in Federazione. Il secondo ci porta, invece, a soffermarci sull’importanza – alle volte determinante – della presenza del defibrillatore negli uffici, nelle sedi delle associazioni e comunque nei luoghi pubblici. Se non ci fosse stato quel piccolo apparecchio e non ci fossero stati colleghi, muniti senz’altro di un grande sangue freddo e così pronti a intervenire, oggi non saremmo qui a raccontare questa storia, che per fortuna è una di quelle a lieto fine. Bentornato Emanuele! E soprattutto un appello a tutti… teniamo il defibrillatore sempre a portata di mano e frequentiamo i corsi che abilitano al suo utilizzo. È davvero importante, perché serve a salvare vite umane!

 

Nota: Ai sensi di legge la Federazione non è obbligata a tenere un defibrillatore presso i propri uffici, ma Emd112 in virtù dell’accordo di supporter della FISE ne aveva donato uno, che è sempre stato a disposizione nella sede di Viale Tiziano. Se si è riusciti a salvare una vita umana, una parte del merito è certamente anche di Emd112. Per questo la Federazione intende rivolgere un sentito ringraziamento all’azienda che ormai da tempo sposa le iniziative federali, a Marco Bergomi, Francesco Girardi, Giorgia Valente e tutti i colleghi protagonisti di questa storia. 

 

(Nella foto: Emanuele Accarpio e Marco Bergomi)

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