Salto ostacoli: la Campionessa d’Europa Greta Lepratti “Medaglia d’oro YR è un punto di ripartenza”
- Categoria: Salto ostacoli
- 11 Agosto 2026
Alla fine di luglio è stata protagonista di un successo storico, la vittoria della medaglia d’oro ai Campionati Europei Young Riders di salto ostacoli che si sono svolti ad Hagen in Germania. Stiamo, naturalmente, parlando della 21enne Greta Lepratti, laureatasi Campionessa d’Europa di categoria, in sella a Mercy van’ t Ruytershof, a distanza di 22 anni dall’ultimo analogo successo, ottenuto nel 2004 da Andrea Herholdt con Nanta a Vilamoura (Por). Con Greta abbiamo approfondito la vittoria, le emozioni, gli obiettivi a medio e lungo termine in una lunga intervista.
Greta, conquistare una medaglia d'oro individuale ai Campionati Europei Young Rider è un traguardo straordinario. Quali sono state le emozioni che hai provato al termine del percorso e quando hai realizzato di essere diventata campionessa d'Europa?
“Sicuramente vincere la medaglia d’oro individuale e per di più in un Campionato d’Europa Young Rider, all’utimo anno di permanenza nella categoria, è stato per me un traguardo veramente indimenticabile e straordinario. É davvero difficile trovare le parole per descrivere l’emozione che ho provato, anche perchè la realizzazione non è avvenuta immediatamente e ancora mi capita di pensarci e provare e sentire quell’emozione a mente lucida. Appena finito il percorso mi sono resa un po’ conto di quello che stava succedendo. Sapevo quello che dovevo fare (il netto all’ultimo tracciato ndr) e ho cercato di concentrarmi al massimo per ottenerlo, pensavo solo a questo. Mantenere la concentrazione mi rende più fredda e concentrata. Finito l’ultimo salto mi sono resa conto... ed è stato un momento bellissimo, perchè ho condiviso questa emozione con tutti. Sono contenta per la mia famiglia, per la Federazione, per il mio staff”.
Il tuo è stato un percorso lungo e costante: dalle prime convocazioni nelle squadre nazionali Children fino alla categoria Young Rider, passando per diverse partecipazioni ai Campionati Europei Giovanili. Guardandoti indietro, quali sono stati i momenti più significativi della tua crescita sportiva e personale?
“Sì, un percorso molto lungo e reputo questa vittoria un traguardo frutto di un lavoro iniziato tanto tempo fa. Monto Mercy da sei anni e, a parte quello Children, ai successivi Europei ho preso parte sempre con lui. A maggior ragione è un percorso sia mio che dell’intero binomio che nasce sei anni fa. La rifinitura finale fatta negli ultimi sei mesi, che credo sia stata la ciliegina sulla torta della preparazione, Direi che è stato il lavoro che ha fatto la differenza, il lavoro che tutti insieme siamo riusciti a costruire. Credo che tutti i Campionati d’Europa e tutte le persone che ho incontrato siano stati momenti significativi, perchè penso che ogni parare, ogni errore, ogni esperienza, sia qualcosa da portare nel proprio bagaglio culturale. Non vedo l’ora di imparare ancora tanto, perchè nel nostro sport non si deve smettere mai di imparare”.
Questa medaglia porta il tuo nome e quello di Mercy van’ t Ruytershof, ma è anche il risultato del lavoro di una squadra che ti ha accompagnata in ogni fase della preparazione. Quanto è stato importante il contributo del tuo istruttore personale, del Selezionatore Tecnico Giovanile e del Selezionatore Senior, che ti ha dato l'opportunità di confrontarti nei CSIO Senior in vista dell'Europeo?
“È stato, come detto, un lungo lavoro per il quale devo ringraziare il mio istruttore Riccardo Pisani, ma anche il Tecnico giovanile, Piero Coata e il Selezionatore Senior, Stefano Cesaretto, perchè secondo una giusta organizzazione, con obiettivi stagionali precisi e selezionando le gare e il numero di gare giuste per arrivare pronti agli obiettivi tutto ha funzionato. L’organizzazione di Riccardo è stata fondamentale. Abbiamo cercato di migliorare ogni dettaglio del binomio e non posso che ringraziarlo per questo. Allo stesso tempo sono immensamente grata anche a Piero (Coata ndr) per le opportunità che mi ha dato, fidandosi di noi, per la partecipazione agli CSIO giovanili e naturalmente anche a Stefano Cesaretto per l’opportunità che mi ha dato quest’anno a Piazza di Siena, che al di là dell’esperienza che mi ha concesso di vivere, mi ha permesso di misurarmi con cavalieri di altissimo livello e con percorsi che ti permettono di accumulare esperienza. Piazza di Siena è stato, certamente, un concorso che mi ha permesso di arrivare preparata per il Campionato d’Europa. Quindi non posso che dire grazie a ognuno di loro”.
Il tuo è un risultato certamente condiviso con Mercy, quanto è stata importante e quanto è importante il rapporto che negli anni si è instaurato tra voi?
“Senza dubbio gli anni che ho passato con Mercy, le esperienze, le persone che abbiamo incontrato, anche all’estero, ci hanno permesso di conoscerci sempre meglio. Oggi siamo un vero binomio. In tanti mi dicono che è come se pensassimo insieme e senza dubbio il risultato ottenuto è frutto del rapporto e della fiducia instaurata negli anni. Più che il tempo, l’esperienza che il tempo ci ha permesso di fare, è stata la chiave del risultato che abbiamo ottenuto. Nel nostro sport non è così facile avere un cavallo così tanti anni sotto la propria sella. Il mio augurio è quello di riuscire a mantenere le mie capacità anche su altri cavalli, non posso che essere felice delle esperienze che abbiamo vissuto”.
La possibilità di gareggiare nei Gran Premi da 1,55 metri durante gli CSIO Senior di Bedizzole, Roma e Budapest ti ha permesso di affrontare un livello tecnico superiore rispetto a quello abituale della categoria Young Rider. In che modo queste esperienze hanno inciso sulla tua preparazione e sulla fiducia con cui sei arrivata all'Europeo?
“Sicuramente nel percorso che, insieme a Riccardo, avevamo preparato per affrontare gli obiettivi di questa stagione c’era l’idea di prender parte a qualche gara da 1,55 mt, al fine di cercare di arrivare pronti a Piazza di Siena e per prendere confidenza con gare di questo livello. Quest’anno mi sono trovata con un cavallo, Mercy che ha 14 anni, veramente in forma con un grandissimo potenziale. L’obiettivo era anche quello di portare avanti un percorso che spero possa continuare per la seconda metà del 2026 e per l’anno prossimo. Queste gare, insieme a Piazza di Siena, mi hanno permesso di incrementare la confidenza e la fiducia in vista del Campionato d’Europa, una gara molto lunga e impegnativa, dove è necessario essere impeccabili in ogni prova. Avendo affrontato questa gare prima, mi ha permesso potere pensare di aver affrontato gare che già sapevo di potere affrontare. È stato utile per mantenere la concentrazione. È stato un importante aiuto non solo a livello tecnico, ma anche a livello mentale. Nonostante la pressione di un Campionato d’Europa sia ben diversa, la preparazione ci è servita per affrontare con più sicurezza tutte le prove del Campionato continentale”.
Dopo aver raggiunto questo importante traguardo, quali sono i tuoi prossimi obiettivi? E quale messaggio vorresti lasciare ai giovani cavalieri e amazzoni che oggi iniziano il percorso nelle squadre nazionali sognando un giorno di vivere un'emozione come la tua?
“Come ho detto tante volte, nonostante il mio obiettivo sia quello di prendere questo risultato come una bellissima conclusione di una altrettanto entusiasmante attività giovanile che non poteva concludersi al meglio, non voglio prenderla come un punto di arrivo, ma di ripartenza di un percorso che si farà un po’ più complicato. Utilizzerò questo risultato come un trampolino per gli anni senior che ci aspettano. È questa la mia filosofia relativamente alla vittoria. L’obiettivo è di continuare a lavorare al meglio con Mercy nelle gare senior, cercando di fare altre esperienze e con gare di livello superiore, quando saremo pronti. L’altro obiettivo è quello di portare avanti i cavalli giovani che ho in scuderia e naturalmente di cercare di allargare un po’ il mio team di cavalli, da potere affiancare al mio primo cavallo Mercy. Il messaggio che vorrei lasciare ai giovani? Certamente per me la cosa più importante è di non abbattersi. È giusto pensare quando si sbaglia qualcosa, le motivazioni che hanno portato all’errore, è giusto riflettere e capire per intervenire; ma bisogna viverla con un’ottica positiva, prendendo ogni errore e ogni riflessione come qualcosa che va a riempire il proprio bagaglio culturale. Il messaggio che voglio lasciare è prendere ogni esperienza come un motivo utile per la crescita personale e sportiva con l’obiettivo di migliorarsi sempre. Divertirsi e fidarsi, per me, sono le parole più importanti quando si entra in campo”.
(Nella foto © FISE/Isler: Greta Lepratti su Mercy van’ t Ruytershof)
























