“Il momento più bello della mia carriera? Nessun dubbio, la conduzione di Sanremo del 2010. Una donna da sola a condurre su quel palco, era la prima volta che succedeva, un'emozione indimenticabile e anche un momento storico per Sanremo”.
Ospite del presidente della Federazione Italiana Sport Equestri Marco Di Paola, e al fianco del suo compagno Vittorio Garrone – figlio di Riccardo, ex proprietario della Sampdoria, imprenditore e petroliere genovese con una grande passione per i cavalli, ha due allevamenti, uno in Italia e uno in Normandia – Antonella Clerici guarda rapita il colpo d'occhio perfetto di Piazza di Siena, dove è in corso il 92° CSIO di Roma: “Qui è bellissimo, un luogo incredibile per storia e bellezza e l'emozione di seguire una gara di salto ostacoli qui, considerando il colpo d'occhio, è davvero emozionante”.
“I cavalieri e le amazzoni amano gareggiare sull'erba di questo Ovale, per la qualità del campo ma soprattutto per un contesto culturale che davvero non ha eguali”, aggiunge Garrone.
I due condividono una passione per i cavalli che è diventata scelta di vita: “Viviamo in mezzo ai cavalli tutti l'anno tra l'Italia e la Francia e questo è un quotidiano bellissimo per entrambi”, racconta la Clerici, mentre Vittorio Garrone spiega: “La scelta di vivere nella tenuta di Arquata Scrivia (l'allevamento Basini in provincia di Alessandria) è perfetta non solo per lo stile di vita, l'immersione nella natura e la passione per i cavalli che condividiamo, ma anche per una comodità logistica: Antonella ha i suoi impegni di lavoro a Milano, io sono qui e mi muovo agilmente per impegni di lavoro. In un'ora possiamo ritrovarci pur se parecchio impegnati”.
Se l'emozione professionale più grande per Antonella è arrivata con Sanremo, quella nel mondo degli sport equestri è egualmente facile da mettere a fuoco: “Le Olimpiadi di Parigi, siamo andati con Vittorio e devo dire che clima, spettacolo, colpo d'occhio sono stati incredibili: E la magia dei cinque cerchi olimpici è qualcosa che ti rapisce”. “Ho un ricordo – aggiunge Vittorio Garrone – indelebile di quel campo gara che affacciava sui giardini di Versailles, un colpo d'occhio fulminante per bellezza e colori. Pazzesca la gara, la vista e l'organizzazione in quei giorni olimpici”. Antonella pur amando visceralmente i cavalli non monta, mentre Vittorio non può farne a meno: “Una volta è montata a cavallo, eravamo in vacanza...”. “Sì ma erano cavalli piccolini”, replica lei. E allora l'obiettivo di Vittorio è scontato, convincere pian piano Antonella: “Vediamo, hai visto mai...”, chiude lui sorridendo, prima di tornare a farsi rapire dalle gesta dei cavalli e dei cavalieri su quell'Ovale che non ha eguali al mondo.