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Dario Carmignani, reiner plurimedagliatoIdentikit del campione Sabato 17 novembre, presso le strutture del Palasturla di  Manerbio, il campionato italiano IRHA/FISE open di reining 2012, ha incoronato Dario Carmignani (score 220.5). Il plurimedagliato reiner laziale, in sella a  Dun ok Dun (owner Sergio Felici), si è imposto davanti all’argento di Pierluigi Chioldo (RS Jamiroquai Olena, di proprietà di Claudio Risso) e al bronzo di Eugenio Latorre (ML Great Spirit, di sua proprietà). Carmignani e Dun ok Dun hanno conquistato anche la medaglia d’oro nella categoria  IRHA/FISE Intermediate Open (score 223.5). Altri due ori, dunque, si vanno ad aggiungere all’incetta di medaglie che il reiner classe 1968, Stella d’Oro al merito sportivo, ha fatto nella sua lunga carriera. Oltre a laurearsi per la seconda volta campione d’Italia, Carmignani può vantare nel suo palmares la vittoria del Futurity 2005 e due trionfi nel Derby e nel Maturity. Il talento di questo reiner ha contribuito alla medaglia di bronzo a squadre ai Weg 2010 (Lexington), all’oro ai Weg 2008 (Manerbio), ove è salito sul podio d’argento individuale, e, ancora, al bronzo a squadre ai Weg 2006 (Aachen) e ai Weg 2002 (Jerez De La Frontera). Un campione, ma, soprattutto, un vero horseman, Carmignani è allevatore e istruttore. “Dun ok Dun – spiega il reiner, riferendosi al compagno di trionfo nel campionato italiano – è nato a casa mia, da uno stallone americano che ho comprato quando aveva solo un anno (Okie Dun It Too). E’ un campione “fatto in casa”!”, commenta sorridendo. L’attività di Dario Carmignani ha sede presso il Centro Equestre Cassia, ove segue i suoi allievi, alleva puledri e lavora i suoi cavalli (7 in tutto attualmente in lavoro). La sua è una passione ereditata dal padre, anche lui allevatore e eclettico uomo di cavalli. “Ho cominciato "spartanamente" a montare da giovanissimo, portando avanti sia la sella americana che quella inglese – racconta – non sono mai stato attirato però dall’agonismo, fino ai 16 anni. La mia è sempre stata una passione pura, relativa all’approccio con il cavallo e alla sua compagnia nella vita di campagna di ogni giorno. Mi divertivo a fare le gimkane nei paesi, ma nulla più. Poi, un giorno, il mio amico Franco Climinti, mi ha descritto il reining, disciplina che non conoscevo. Mi ha incuriosito, ho provato e a 20 anni ho disputato la mia prima competizione in Canada. Perché il reining? Per l’affinità che devi raggiungere con il tuo cavallo. Un rapporto basato su un’intesa impercettibile all’occhio esterno. Il cavallo è veloce, scattante, preciso nei movimenti, mentre il suo cavaliere, da sopra, sembra non eseguire alcun comando. Questo è il fascino del reining. Io sono anche molto affascinato da tutto il mondo del cavallo. Accade spesso – prosegue - che qualcuno del salto mi chieda consigli o un vero e proprio aiuto nell’addestramento. E’ una cosa che faccio con piacere. Mi interesso alle altre discipline, in particolare il dressage. Sono, o forse sembrano, mondi diversi, ma tutti ruotano intorno al cavallo. Quindi mi appassionano”.

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