Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Main
Official

Completo: diario di bordo di Vittoria Panizzon in viaggio dall’Inghilterra fino a Roma

“Finalmente il sole!”, è stata l’esclamazione del primo aviere Vittoria Panizzon quando, oltrepassando il Monte Bianco, ha cominciato a percorrere il suolo italiano. La 26enne completista azzurra è al terzo giorno di guida, con oltre 24 ore di van, per raggiungere Roma dall’Inghilterra . Suoi compagni di viaggio: il 17enne Rock Model, la fuoriclasse grigia di nove anni Borough Pennyz; e la sua groom inglese 22enne, Laura, che non era mai uscita fuori dai confini britannici. Missione, il CCI 3*di Montelibretti, meta ambita dal completo di vertice come primo importante evento dell’anno, utile per l’acquisizione di punti FEI.
Dopo le nuvole dell’Inghilterra, il viaggio in traghetto, il grigiore del cielo francese, vedere il sole italiano mi è sembrato quasi un miraggio”, racconta la Panizzon, che, dopo la prima sosta a Lione e la seconda ad Alessandria (allevamento del Ferro), si sta muovendo verso Tor di Quinto.
Come stanno affrontando i cavalli un viaggio così lungo?
“Rock Model è abituato, lui ha viaggiato anche fino a Pechino (Giochi Olimpici, dove hanno siglato il 16° posto individuale e il 6° a squadre). Pennyz è un po’ più irrequieta, ma ha accanto un fiero compagno di viaggio. Mi fermo spesso per farli mangiare e bere. Subito dopo il traghetto, mi sono fermata in un’area di sosta, in Francia, e li abbiamo scaricati dal van per fare due passi. Poi li abbiamo passeggiati anche durante le tappe di Lione e Alessandria”.
L’amazzone azzurra, inglese di adozione, ma romana di nascita, non si spingeva fino a Roma dal 2007, quando ha preso parte agli Europei seniores dei Pratoni del Vivaro (8° individuale e 3° a squadre).
“Amo l’Italia, ma in Inghilterra ho un terreno splendido, tanta erba, colline, distese di ettari dove fare fiato”.
Anche tanta neve. Avete il maneggio coperto?
“Assolutamente no. Quello che serve ai cavalli è una coperta da paddock, il prato, acqua, fieno, mangime e il quotidiano lavoro. Niente fasce (solo in concorso), shampoo e box”.
I tuoi cavalli non vanno mai in box?
“Rock Model vive fuori. La mattina lo porto in box per mangiare, poi lo preparo, lo monto e lo riporto fuori. Pennyz sta in box solo durante la notte. Quando sono al prato gli assicuro, in questi mesi invernali, grandi secchi di acqua calda e tanto fieno. Se c’è neve si lavora ugualmente, magari mettendo prima molto grasso sotto ai piedi”.
Il programma di Vittoria è quello di fare un po’ di rettangolo e del galoppo, presso le strutture dell’Ippodromo di Tor di Quinto, per poi dirigersi, lunedì prossimo, a Montelibretti.

Supporter

Charity

Supplier