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Ponyadi KEP Italia: Cresce l’attesa per l’evento in programma ad Arezzo
Saranno gli impianti dell’Arezzo Equestrian Centre ad ospitare la manifestazione 2026
Il mondo dei pony torna nuovamente a far festa dal 22 al 25 luglio con l’edizione 2026 delle Ponyadi KEP Italia. Gli impianti dell’Arezzo Equestrian Centre si stanno preparando ad accogliere nuovamente un vero e proprio esercito di bambini e pony pronti a confrontarsi nelle svariate discipline proposte dal variegato programma sportivo della manifestazione messo a punto dalla Federazione Italiana Sport Equestri.
Oltre 1000 pony e circa 1100 piccoli cavalieri e amazzoni, provenienti da tutte le regioni d’Italia, convergeranno, dunque, ad Arezzo per un fine settimana all’insegna dello sport e della multidisciplinarietà. È proprio sul concetto multidisciplinare che la Federazione sta puntando negli ultimi anni, per consentire ai giovani atleti di avere una cultura più ampia possibile sul mondo degli sport equestri e nel caso specifico dei pony, con la possibilità di spaziare nelle diverse specialità offerte dalla FISE. Conoscere diverse discipline consente ai giovani cavalieri e amazzoni di crescere con fondamenta più solide nel proprio sport e accanto ai pony. È questo il concetto che la FISE porta avanti e promuove in questa edizione delle Ponyadi KEP Italia.
Saranno ben 23 le specialità in cui si cimenteranno i binomi iscritti: Gimkana 2, Gimkana Jump 40, Gimkana Cross, Pony Games, Carosello, Presentazione, Piccolo Gran Premio, Run & Ride, Salto Ostacoli, Lavoro in Piano – sui Salti in Campagna – sul Salto in Campo, Country Jumping, Lavoro in piano, Volteggio, Endurance, Horseball, Attacchi, Polo, Reining, Paraendurance, Attacchi Integrati, Parareining, Paradressage e Premio Cavaliere Atleta.
Ma, come sempre, Ponyadi KEP Italia sarà, non solo una grande festa per gli oltre mille bambini accompagnati dalle loro famiglie, ma anche e soprattutto un momento di aggregazione e di scambio culturale tra le diverse regioni presenti alla manifestazione. La cerimonia d’apertura in programma giovedì 23 luglio alle ore 19:00 sul campo Boccaccio, insieme alla tradizionale sfilata delle squadre, all’accensione del simbolico braciere e al giuramento dell’atleta, daranno il via ufficiale alla manifestazione. La madrina di quest’anno sarà svelata a breve attraverso i canali social della Federazione Italiana Sport Equestri. Sarà un personaggio del mondo equestre, che ha già partecipato alle Ponyadi nelle sue prime edizioni e che incarna perfettamente i valori contenuti nel giuramento dell’atleta letto durante la cerimonia d’apertura dell’evento.
Tante le iniziative collaterali che permetteranno ai giovanissimi di divertirsi anche se non in sella. Tra queste torna a gran richiesta, con la sua seconda edizione dopo il successo dell’esordio nel 2025, il Ponyhoke Show,una vera e propria sfida canora tra regioni in programma nel Villaggio FISE/KEP Italia, che accenderà le Ponyadi KEP Italia 2026.
La Lombardia è la regione campione in carica e lo è da cinque anni a questa parte. Chi sarà il vincitore del medagliere 2026? Per scoprirlo sarà necessario attendere sabato 25 luglio quando, al termine delle gare, la corsa al medagliere sarà terminata. Che vinca il migliore!
La Federazione Italiana Sport Equestri ha realizzato anche per quest’anno un minisito dedicato alla manifestazione, nel quale sarà possibile accedere a tutte le informazioni di servizio, come programma sportivo, time table, info relativi a parcheggi, area campeggio e richiesta attacco luce. Nel sito sarà possibile trovare via via notizie e soprattutto il medagliere in continuo aggiornamento giorno dopo giorno. È possibile raggiungere il sito dedicato dall’home page del sito federale oppure attraverso QUESTO LINK
Iacopo Comelli: “Dopo Aachen si guarda avanti. L’obiettivo rimane la qualifica per Los Angeles"

Dal 2013 Iacopo Comelli fa parte dello staff della FISE per la disciplina del concorso completo. Prima alla guida delle rappresentative giovanili pony, junior e young rider, e poi, dal 2024 come Tecnico Federale della nazionale senior, oltre che Team Manager e membro della commissione di Selezione sempre per i senior. Con lui analizziamo lo stato dell’arte della disciplina del concorso completo del dopo Aachen, e il percorso futuro dell’Italia che nel 2027 punta con decisione alla qualificazione olimpica per Los Angeles.
Al Mondiale di Aachen l’Italia non ha centrato la prima opportunità per conquistare la qualificazione per i Giochi di Los Angeles 2028. L’obiettivo ora sono i Campionati Europei di Avenches, in Svizzera, dal 14 al 19 settembre che mettono in palio due posti. Manca un anno esatto, quale sarà il percorso che ci porterà all’Europeo?
“La qualifica olimpica era il nostro obiettivo ai Mondiali di Aachen. Non ci siamo riusciti e quindi c'è rammarico e delusione. Ma c'è anche la consapevolezza che il 2026 è stato un anno duro, difficile, una stagione che abbiamo affrontato con un numero esiguo di binomi a disposizione. Nello sport, e in quelli equestri in particolare dove gli atleti sono due, ci sono dei cicli che giungono a termine. Tanti cavalli che, dando il massimo, hanno rappresentato l'Italia ai Giochi di Parigi e di Tokyo, ai Campionati europei e mondiali hanno concluso le loro fantastiche carriere. Altri li abbiamo purtroppo persi, come per esempio Fidjy des Melezes che con Evelina Bertoli è stato il miglior binomio azzurro a Parigi 2024. Insomma, quest’anno abbiamo dovuto affrontare un po' di vicissitudini. Ma questo non ci ha scoraggiato e nei vari appuntamenti siamo riusciti a presentarci al meglio delle nostre possibilità del momento. Poi, come ogni sportivo sa bene, ogni gara ha la sua storia. Comunque, l’importante è fare tesoro del passato per ripartire con convinzione ancora maggiore. Ed è quello che abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo. Appena tornati da Aachen ci siamo infatti tutti impegnati ad analizzare il Mondiale iniziando anche a fare delle riflessioni sul perché i risultati ottenuti non sono stati quelli che avremmo voluto ottenere. Questa fase di analisi si sta rivelando molto importante perché ci permetterà di ripartire subito con la testa all'anno prossimo. Il 2027 sarà un anno molto importante per la nostra disciplina. Stiamo già programmando degli stage e un elenco di gare che possano rappresentare dei momenti di verifica e di avvicinamento all’obiettivo stagionale del Campionato d'Europa. Il programma che stiamo stilando è però molto articolato perché deve tener conto del fatto che, oltre ai cavalieri stabili in Italia, altri risiedono all'estero, in Inghilterra, Germania e Francia. La programmazione sarà quindi molto accurata per arrivare nelle migliori condizioni all’Europeo di Avenches dove in palio ci sono due pass per le prime due squadre europee non qualificate ai Mondiali. Noi vogliamo essere una di queste!”
Dove siamo mancati e quali sono gli aspetti sui quali lavorare fin da subito?
“Sicuramente quando il risultato non arriva, alla base ci sono delle carenze. L’importante, però, individuarle con serenità e un approccio costruttivo perché solo così si può far tesoro di mancanze ed errori. La gara ad Aachen è stata molto impegnativa come del resto era giusto che fosse dato che stavano affrontando un Campionato del mondo. Nel dressage i nostri binomi hanno mantenuto lo standard della stagione, ma è chiaro che dobbiamo migliorarci per cercare di ridurre il più possibile il gap di punteggio rispetto agli avversari. Storicamente non siamo mai andati troppo bene nella prova di apertura di dressage, e questo è un aspetto che rientra tra quelli su cui stiamo riflettendo con particolare attenzione per aiutare i nostri ragazzi a migliorarsi. Il cross è stato molto ben costruito dal nostro Giuseppe Della Chiesa, ma ha creato diverse difficoltà. Da parte nostra un po’ di sfortuna con Paolo Torlonia e Zinny l'abbiamo avuta. L’infortunio della saura di Paolo non si è però rivelato grave e la sua carriera andrà sicuramente avanti, e questa per noi è veramente una gran bella notizia. Nel salto ostacoli siamo arrivati con soli due binomi. Forse un paio di errori si potevano evitare, ma alla fine i ragazzi hanno fatto quello che hanno potuto al termine di un Mondiale che per noi si è subito rivelato complicato. Con sincerità devo dire che schierare degli atleti debuttanti in un Mondiale e dei cavalli abbastanza giovani al primo appuntamento così importante non ci ha certo agevolato. Rimane però l’eccezionale esperienza che tutti hanno potuto vivere e che tornerà sicuramente utile. Più in generale, avremo modo di confrontarci con gli atleti nel giro delle squadre nazionali ed anche con quelli che si stanno avvicinando al Team Italia, per stilare dei programmi ad hoc per di cercare di ricostruire dei binomi che si sono un po’ persi e per valorizzarne altri.”
Per guadagnare il pass olimpico il prossimo anno avremo bisogno di più di una squadra, considerato che un posto sarà riservato anche alla migliore nazione europea nel circuito delle Nations Cup. Quindi sarà fondamentale allargare la base e inserire nuovi binomi.
“Già da quest'anno abbiamo ampliato la rosa dei binomi per le squadre nazionali, con molti cavalli giovani che hanno debuttato in appuntamenti a quattro stelle. Questo ampliamento era già programmato, oltre che nella natura delle cose, a prescindere da quello che sarebbe stato l’esito del Mondiale. Abbiamo la fortuna di avere un buon numero di nuovi binomi con dei cavalli molto interessanti che hanno dimostrato di avere ottime potenzialità. Sotto questo aspetto sono quindi molto ottimista considerando anche il supporto che avremo dal progetto FISE Road to Los Angeles che offre l’opportunità a nuovi sponsor e nuovi proprietari di avvicinarsi alla disciplina. Contare su una rosa folta di binomi mi metterà magari in difficoltà quando dovrò scegliere le squadre per il circuito delle Coppe delle Nazioni e agli Europei, ma in fondo questa è una cosa che fa sempre piacere a un tecnico.”
Nel 2027 in Italia sono in calendario undici concorsi internazionali, dei quali otto con categorie a 4 stelle. Molti atleti e cavalli avranno l’opportunità di fare esperienza, anche se per tutti il vero banco di prova saranno le gare all’estero e il confronto con realtà più sviluppate della nostra.
“Un calendario così ricco rafforza le opportunità che arriveranno dal progetto federale Road to Los Angeles. Avere in Italia tante gare a livello quattro stelle aiuta sicuramente tutto il movimento a progredire e a migliorarsi. Nel 2027 il nostro focus sarà quello di partire a inizio stagione in Italia con delle gare di avvicinamento alla prima Coppa delle Nazioni di aprile a Montelibretti. Dopodiché la calendarizzazione per un gruppo di binomi che potremmo definire di prima fascia, sarà incentrata sulle altre Coppe delle Nazioni e sui Campionati europei. Ricordiamo che per i cavalli della disciplina del concorso completo non è possibile affrontare tante gare di alto livello in una stagione. Dovremo quindi stilare una programmazione intelligente con tutti i cavalieri che sono disponibili a condividere il nostro obiettivo principale che è quello di portare l'Italia del completo a Los Angeles. Approfitto per complimentarmi con i ragazzi del salto ostacoli e del paradressage per la qualifica centrata ad Aachen. In particolare quelli del salto ostacoli hanno raggiunto un obiettivo importante che mancava all'Italia da tanti anni. L'anno prossimo noi del completo ce la metteremo tutta per fare la stessa cosa e ritrovarci così tutti insieme a Los Angeles.”
ph. FISE/M.Argenziano
Un Mondiale da protagonisti. La soddisfazione del Team Italia di paradressage nelle parole del capo equipe Alessandro Benedetti
Ai FEI World Championships 2026 di Aachen la Nazionale di paradressage è stata ancora una volta protagonista centrando la qualificazione ai Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028 e conquistando ben quattro medaglie individuali.
Dietro ai successi dei para-atleti azzurri ci sono però tanta passione e lavoro e una solida sintonia di squadra. Il capo equipe Alessandro Benedetti: "siamo una vera e propria famiglia sportiva che si muove all'unisono verso LA28."
Aachen 2026 si è chiuso con il pass per le Paralimpiadi di Los Angeles 2028 già in tasca e quattro splendide medaglie individuali. Che bilancio traccia di questa straordinaria trasferta?
"Il bilancio non può che essere eccezionale sotto ogni punto di vista: è stata un’esperienza davvero indimenticabile. Misurarsi su un palcoscenico iconico e selettivo come quello di Aachen, con tutta la storia e il prestigio che porta con sé, rappresentava già di per sé un banco di prova fondamentale. Riuscire a centrare qui la qualificazione a squadre per i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028 è il coronamento di un percorso: era il nostro traguardo primario e lo abbiamo raggiunto con autorevolezza. A dare ancora più lustro a questa spedizione sono arrivate poi le quattro medaglie individuali, che impreziosiscono ulteriormente il bottino complessivo. Sono risultati che parlano chiaro e che testimoniano la qualità tecnica del nostro lavoro, ma soprattutto la continuità del paradressage azzurro, ormai stabilmente insediato tra le realtà di riferimento nel panorama internazionale."
Cosa ha reso davvero speciale questa Nazionale?
"A rendere unica questa squadra è la sua dimensione umana e lo spirito di gruppo. Non siamo semplicemente una formazione competitiva quando entra in rettangolo per eseguire una ripresa, ma una vera e propria famiglia sportiva che si muove all'unisono. C’è una sintonia profonda che unisce ogni singolo tassello dell'ingranaggio: cavalieri e amazzoni, i nostri cavalli, i tecnici, i groom che svolgono un lavoro fondamentale nell'ombra, lo staff veterinario e l'intera macchina logistica. A fare la differenza sono la professionalità assoluta e una cura del dettaglio, dalla rifinitura tecnica quotidiana alla gestione delle complessità legate alle trasferte internazionali, con un’attenzione prioritaria e costante al benessere dei cavalli. Infine, c’è un senso di appartenenza fuori dal comune: vedere l'esperienza e la leadership dei nostri atleti veterani, già plurititolati a livello mondiale, integrarsi con l'energia e la fame agonistica delle nuove ‘leve’ è il nostro punto di forza."
Con la qualificazione paralimpica già al sicuro, quali saranno ora i prossimi passi per il paradressage azzurro?
"Ci aspetta un lavoro molto intenso e impostato su basi strategiche ben definite. Ora che abbiamo conquistato il pass, possiamo concentrarci con lucidità su una programmazione a lungo termine verso Los Angeles 2028, supportata in maniera strutturata dal progetto federale FISE Road to Los Angeles. Questo significa, in primo luogo, prendersi cura dei nostri binomi: gestire al meglio i carichi agonistici, salvaguardare la condizione fisica e il benessere psico-fisico dei cavalli e impostare cicli di stage e raduni mirati per affinare ogni dettaglio tecnico. Al tempo stesso, non possiamo fermarci a quanto costruito finora: continueremo a lavorare con vigore sul monitoraggio, sullo scouting e sulla crescita dei giovani talenti del territorio, creando un ponte tra vivaio e vertice per garantire un ricambio generazionale competitivo e duraturo."
Ph: FISE/M.Argenziano
Salto Ostacoli: da Aachen a Los Angeles con Stefano Cesaretto
Stefano Cesaretto è un tecnico che guarda sempre e comunque avanti e che fa del pragmatismo unito alla sua competenza e autorevolezza, il filo conduttore del ruolo di selezionatore delle squadre nazionali.
Un ruolo assunto all’inizio del 2026 delicato e impegnativo e ‘senza pause’ visti i continui impegni dei Team Italia che, solo nell’arco di un mese sono stati in gara ai Mondiali di Aachen centrando una storica qualifica per i Giochi di Los Angeles 2028, ai Giochi del Mediterraneo a Taranto, nella finale del Circuito EEF di Avenches, e ora gareggeranno nell’imminente CSIO5* di St. Tropez - Gassin, ultima e decisiva tappa delle Longines Nations League prima della finale di Barcellona.
Partiamo da Aquisgrana e dall’obiettivo delle Olimpiadi centrato. Un risultato che mancava da tanti anni e che è finalmente arrivato dopo giornate intense, ricche di emozioni e soddisfazioni. Bilancio sicuramente positivo?
“Direi oltremodo positivo! Centrare la qualifica per Los Angeles alla prima opportunità è stato strepitoso. Un risultato cercato e voluto del quale andiamo tutti orgogliosi anche perché è stato ottenuto con pieno merito in uno dei Campionati del Mondo più difficili e competitivi degli ultimi anni. Ed è stato anche molto emozionante viverlo e condividerlo con tutti i ragazzi e lo staff ad Aachen. Una volta tornato a casa, la percezione del risultato che avevamo portato a casa, anzi, che i ragazzi avevano conquistato, è stata ancor più nitida e la soddisfazione maggiore. Poi però la concentrazione è tornata sui continui impegni delle nostre squadre nell’immediato e a medio e lungo termine, e sul programma di crescita strutturato su più stagioni che stiamo portando avanti e al quale si è aggiunto l’importante progetto Road to Los Angeles varato dalla FISE per coinvolgere sponsor e proprietari.”
Alla fine dell’anno saranno più di venti gli eventi, includendo campionati e finali CSIO a 3, 4 e 5 stelle, dove sono state schierate delle squadre senior...
“Ecco, questo è un numero che dà la misura del grande lavoro di tutto lo staff della Federazione, tecnici, coordinatore fino alle ragazze degli uffici del dipartimento salto ostacoli, che c’è dietro una selezione e una convocazione. Si tratta di un’attività molto intensa, con eventi spesso molto ravvicinati che, anche grazie alla disponibilità dei nostri atleti che stanno dimostrando un forte attaccamento ai colori della nazionale, riusciamo a gestire nel migliore dei modi. Tutti questi CSIO rappresentano però anche molte opportunità in più di crescita per i nostri binomi, gli atleti e i cavalli, soprattutto quelli che hanno bisogno di gareggiare per fare esperienza e confermarsi. Sicuramente dopo Aachen possiamo guardare al futuro in maniera più serena, ma allo stesso tempo dobbiamo sfruttare la qualifica ottenuta con largo anticipo per continuare a lavorare su più livelli anche facendo delle scelte un po’ più coraggiose. Ovviamente, sempre con il focus della crescita dei nostri binomi, ma senza guardare troppo al risultato certamente importante ma che può dipendere da episodi più o meno fortunati come è successo a Taranto o ad Avenches. Fondamentale sarà quindi dare spazio e continuità a coloro che stanno dimostrando di avere le potenzialità, gestendo con intelligenza le varie squadre per portare avanti i cosiddetti emergenti e allo stesso tempo mantenere la routine di quei cavalli che potremmo definire da prima squadra che devono comunque tenere alto il livello della performance per farsi trovare pronti.”
Il 2027 che stagione sarà per il salto ostacoli azzurro?
“Come detto prima, con la qualifica olimpica in tasca sarà un anno che potremo affrontare pensando all’allargamento del numero dei binomi da chiamare nelle prime squadre. Un numero? Otto, meglio dieci. Considerato il livello raggiunto da alcuni di questi nel corso del 2026, l’obiettivo è di poterne inserire stabilmente almeno altri tre o quattro. Questo vale anche per il Campionato Europeo che, anche se non arriverà un risultato importante, sarà un ottimo banco di prova per tutti, proprio nell’ottica della conferma sul campo in un evento di massimo livello. Prima del 2027 ci attende però un fine stagione impegnativo. Tra dieci giorni saremo a St. Tropez - Gassin per l’ultimo CSIO a cinque stelle prima della finale del circuito LLN di Barcellona dove porteremo una squadra per fare punti e guadagnare la qualifica. Bucci monterà il grigio Pallieter Vd N.Ranch, perché con Hantano questo fine settimana partecipa al concorso di Calgary dove è stato invitato ed è già qualificato per il Gran Premio Rolex. Una bella soddisfazione per Pigi che si aggiunge al settimo posto nel ranking internazionale. Emanuele Camilli salterà con Chacareno PS, cavallo di grande potenzialità che sta entrando definitivamente nella routine di questo tipo di gare e che ad Aachen, ricordiamocelo, ha portato a termine le prime due prove con altrettanti percorsi netti. Schiereremo poi Emanuele Gaudiano con Chalou’s Love PS che come già a Rotterdam ha risposto alla chiamata mettendosi a disposizione della nazionale. In chiave Barcellona e soprattutto in vista del 2027, anche lui potrà dare il suo significativo contributo, così come Giampiero Garofalo con Querido Van't Ruytershof. Garofalo-Querido è stato il binomio riserva ad Aquisgrana, e su di lui puntiamo con convinzione. Ecco, questa è la squadra per lo CSIO di St.Tropez Gassin, mai binomi che avrebbero potuto essere schierati sono di più.”
Chiudiamo da dove siamo partiti, Aachen. La qualifica olimpica punto di ripartenza del nostro salto ostacoli?
“Penso proprio di si, o perlomeno la qualifica segna una ritrovata considerazione del salto ostacoli azzurro. Del resto la qualità dei nostri ragazzi non è stata mai in discussione e anche al Mondiale lo hanno dimostrato recuperando la consapevolezza di quello che siamo, e che certe volte è mancata. Dopo Aquisgrana si respira un’aria diversa, migliore, sia nel Team Italia ma anche fuori. Questo aiuta tutto il movimento, ne stimola la fiducia, la crescita e anche la credibilità avvicinando nuovi proprietari e sponsor. A catalizzare tutto c’è poi il progetto Road to Los Angeles della FISE nato per supportare i nostri binomi. Sono convinto che solo l’idea di rivedere dopo ventiquattro anni una squadra azzurra alle Olimpiadi possa portare dei benefici. Dal lato più strettamente operativo, anche se Los Angeles è nel 2028, è importante stilare subito dei programmi per arrivarci al meglio e con un gruppo di binomi competitivi il più ampio possibile. A novembre inizieremo a ragionare sulla stagione 2027. L’idea è di non ritrovarci come all’inizio di quest’anno con pochi binomi disponibili, anche se, e questo va detto, è stato in parte dovuto alla guerra che ha bloccato tutti i cavalli che erano in gara in Medio Oriente. Svilupperemo quindi un percorso che per alcuni binomi sia compatibile con gli impegni dei singoli con quelli delle squadre. Come dicevo prima c’è la necessità di mantenere alcuni cavalli in una routine di gare di alto livello, e proprio per questo la loro gestione deve essere fatta con attenzione e su obiettivi precisi. Altri binomi, invece, verranno sicuramente impegnati con più frequenza proprio per dare loro il ritmo della competizione, ed altri ancora per far fare loro esperienza. Ma anche qui le convocazioni dovranno essere gestite attentamente perché, per esempio, una volta che un binomio ha gareggiato in una Coppa delle Nazioni di uno CSIO a cinque stelle nello stesso anno non può più gareggiare in quelle del circuito EEF. Il tutto è comunque in fase preliminare, ma ciò che è importante è avere fin da ora la massima disponibilità dei ragazzi. E questo è fondamentale anche perché testimonia il loro attaccamento alla Nazionale.”
ph. FISE/Massimo Argenziano
Aachen 2026: Salto ostacoli. Bucci nella storia con un quarto posto di valore
Emozioni a non finire ad Aachen dove con la finale individuale di salto ostacoli si sono conclusi i FEI World Championships 2026. Uno dei protagonisti della giornata è stato Piergiorgio Bucci con Hantano quarto classificato, a pochi centesimi di punto dal podio.
Dopo il percorso netto del primo round della finale che lo ha portato al secondo posto sempre con 3.57 penalità, nel secondo giro riservato ai primi 12 binomi, l’azzurro e il suo fenomenale baio hanno commesso un errore proprio nell’ultimo salto, aggiungendo quattro penalità che lo hanno fatto scivolare dietro in classifica.
Dopo le medaglie vinte da Raimondo d'Inzeo (oro ad Aachen 1956 e Venezia 1960; argento ad Aachen 1955; bronzo a Buenos Aires 1966) e Graziano Mancinelli (argento a La Baule 1970), il quarto posto di Pigi è comunque il miglior risultato individuale di sempre in un Campionato Mondiale. Bucci ha infatti eguagliando gli stessi piazzamenti ottenuti da Piero d’Inzeo (Parigi 1953) e Salvatore Oppes (Madrid 1954) nelle finali a quattro con scambio dei cavalli disputate fino ai WEG di Caen 2014, ed è quindi il migliore di un azzurro con la nuova formula.
“Sono molto deluso per il risultato di oggi – ha detto Piergiorgio Bucci – perché torniamo a casa senza una medaglia. Ci ho sperato fino alla fine, ma abbiamo dimostrato di poter essere davvero molto, molto vicini. Mi dispiace per il mio team, per la proprietaria di Hantano, ma soprattutto per il cavallo, perché meritava una medaglia per come ha saltato, al livello dei migliori saltatori del mondo. È un peccato. Non so se avrei potuto fare qualcosa di diverso sull’ultimo salto: fino a quel momento ho protetto molto Hantano, mentre sull’ostacolo finale mi sono fidato completamente di lui. Sulla carta era un salto più facile per noi rispetto agli altri, un salto profondo, e ho pensato di accompagnarlo un po’. È un errore che Hantano non commette mai e non doveva andare così. Ad ogni modo, dopo questo incredibile fine settimana, portiamo a casa una grande consapevolezza: siamo tra le nazioni più forti e possiamo competere ai massimi livelli”, ha concluso Bucci.
Nel primo round della finale, riservato ai migliori 25 binomi del Mondiale, c’era anche il graduato aiutante dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet che con Delta del’Isle si è piazzata in 24esima posizione. Oggi l’azzurra e il suo baio compagno di gara hanno commesso tre errori chiudendo con 17.13 penalità complessive.
“Questo Mondiale è stato uno dei più difficili e combattuti degli ultimi anni – ha commentato a caldo il Cittì Stefano Cesaretto – ed è scontato che alla vigilia avrei sottoscritto ad occhi chiusi i risultati che abbiamo ottenuto qui ad Aachen, con la qualifica per Los Angeles 2028 e i nostri atleti e i loro cavalli che hanno ampiamente dimostrato la loro competitività. Oggi, però, rimane un po’ d’amaro per come sono andate le cose. Piergiorgio meritava assolutamente una medaglia che è sfuggita di un nulla. Peccato. Ma la positività che c’è nel Team Italia, nello staff e anche in tutti gli altri ragazzi che hanno rappresentato la nazionale nel corso della stagione è grande, e questo ci permetterà sicuramente di crescere ancora.”
A conquistare il titolo iridato è stato lo svizzero Steve Guerdat con Dynamix de Belheme (0.86). Medaglia d’argento al belga Thibeau Spits con Impress-K van 't Kattenheye Z (5.60) e bronzo al britannico Harry Charles con LT Holst Freda (7.17).
Venerdì scorso, invece, sul podio a squadre erano salite la Germania, medaglia d’oro (4.48) seguita dal Belgio (11.69) e dalla Gran Bretagna (12.98).
Aachen 2026: Paradressage. Sara Morganti e Bond Girl d’argento nel Freestyle "mondiale"
Massimiliano Chiatante in sella a Fashion Girl vicinissimo al podio
Una straordinaria Sara Morganti in sella a Bond Girl ha conquistato oggi, domenica 23 agosto, la medaglia d’argento nel Grand Prix Freestyle del Grado I dei FEI World Championships di Paradressage di Aachen (Germania). L’amazzone del Gruppo Paralimpico della Difesa, già medaglia di bronzo nella prova individuale tecnica del giorni di apertura, sale di un gradino con la nuovissima cavalla che ha presentato ad Aachen per il suo primo Campionato internazionale. È di 78,767 la percentuale ottenuta dall’amazzone azzurra.
“Non ci posso credere – ha detto a caldo Sara Morganti - e sono senza parole. È stata una prova bellissima e sono riuscita a godermela e a ballare con la cavalla. Quando sono uscita dal campo gara ho detto al mio istruttore che non sapevo se la mia prova sarebbe valsa una medaglia reale, ma per me valeva veramente oro. I presupposti non facevano pronosticare qualcosa di questo livello, ma Bond Girl è migliorata giorno dopo giorno e quindi è stata un’esperienza meravigliosa. Adesso dobbiamo organizzare la nuova stagione e stiamo già pensando a un nuovo Freestyle. Los Angeles sembra lontano, ma il tempo scorre veloce”.. Sara si è poi soffermata sulla sua compagna di gara. "A differenza di Mariebelle che è arrivata casualmente e per di più in un momento per me difficile - ha aggiunto - Bond Girl è stata cercata e voluta. Erano infatti un paio di anni che ero alla ricerca di un nuovo soggetto – racconta Sara Morganti - Ne ho visti tantissimi, ma alla fine nessuno di questi ha convinto me e, soprattutto, Laura Conz, la mia trainer. In effetti, come ci siamo sempre detti, se dobbiamo rimetterci in gioco con un nuovo cavallo, questo deve avere potenzialità superiori a Mariebelle. Comunque, nel mio continuo guardare i video dei cavalli che mi venivano proposti o segnalati, sono rimasta molto colpita da Bold Girl. Laura ha condiviso le mie impressioni positive e mi ha detto di andarla a provare. E qui viene il bello… La cavalla stava però nel profondo Nord della Germania... Ad aprile io e Alessandro Benedetti siamo così andati a Roma per volare su Amburgo. Da li abbiamo preso una macchina e raggiunto la scuderia dove Bond Girl si trovava. L’ho vista, l’ho provata ed è stato subito un impatto positivo, nonostante avesse solo 7 anni e solo un lavoro di base, anche se ben fatto. Nel tornare indietro ho telefonato a mio marito per dirgli che mi piaceva e e al nostro veterinario di andarla a visitare. Una volta avuto l’ok, mio marito è così salito sul van e si è fatto 1500 chilometri all’andata, tutti una tirata, e altrettanti al ritorno, ma con una pausa per far riposare Bond Girl. È così arrivata a casa e, dopo solo tre mesi, eccoci qua ad Aachen con due medaglie vinte al Mondiale!”
Nello stesso Grado per l’Italia è arrivato l’ottimo quarto posto di Massimiliano Chiatante. A davvero un passo dalla medaglia di bronzo, con la percentuale del 75,360, il cavaliere azzurro in sella a Fashion Girl è stato protagonista di una bellissima prova sulle musiche di Ennio Morricone.
“Sono molto contento – ha detto Chiatante - anche se da sportivo, perdere una medaglia per una piccolissima frazione di punto, mi dispiace. Sono sincero, ero stra-convinto da stamattina di potere far bene e potere ambire al podio. Non ci sono riuscito qui ad Aachen, anche se ci sono andato molto vicino, ma sicuramente ci riuscirò nel prossimo Campionato. Quanto alle musiche, io e il mio staff ci siamo detti, da italiani usiamo musiche del nostro Paese, ma che siano di respiro internazionale. E chi meglio di Morricone? Autore che amo molto e del quale sono un grande appassionato. A creare la colonna sonora del mio Feestyle è stata Raffaella Martini”.
La medaglia conquistata da Sara oggi, porta a un totale 21 il numero di metalli ottenuti in carriera da parte dell’amazzone azzurra in Campionati internazionali e a 27 il numero di quelle conquistate dal Paradressage italiano. Un risultato che fa raggiungere la quota di sei medaglie (un argento e un bronzo nel Volteggio, un argento e tre bronzi nel Paradressage) di medaglie conquistate dall’Italia e dalla Federazione Italiana Sport Equestri in questa edizione dei Mondiali.
(Nella foto © FISE/Massimo Argenziano da sopra Sara Morganti su Bond Girl 18 e Massimiliano Chiatante su Fashion Girl)
Aachen 2026: Paradressage. Secondo bronzo mondiale per Francesca Salvadè
Nel Freestyle il terzo gradino del podio per l’amazzone azzurra in sella ad Escari
Arriva la seconda medaglia iridata per l’agente del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre Francesca Salvadè in sella ad Escari nella giornata di chiusura dei FEI World Championships di Paradressage di Aachen (Germania).
Dopo il bronzo conquistato nella prova individuale tecnica del Grado III, l’amazzone azzurra ha messo ancora un bronzo nel Grand Prix Freestyle con la percentuale del 79,587. Due bronzi che valgono tanto per Francesca ed Escari, binomio ormai rodato e punto di riferimento della nazionale italiana di Paradressage. Il Freestyle di Francesca ed Escari si è svolto su un medley di tre brani, preparato da Raffaella Martini: “Never Give Up on Your Dreams”, “Victory” e “Conquest of Paradise”.
“Sono felicissima – ha commentato Francesca –.perchè la settimana è andata molto bene e concludere con questa medaglia di bronzo nel freestyle mi riempie di gioia. Quella di Aachen è stata una trasferta davvero indimenticabile per me, con due medaglie di bronzo e una qualifica Paralimpica ottenuta in largo anticipo, che ci consentirà di lavorare serenamente per preparare il lavoro in vista di Los Angeles. Escari anche oggi ha dato il massimo, quindi siamo veramente tanto soddisfatti". Francesca Salvadè lo monta da quattro anni e monta sotto la la guida tecnica di Norma Paoli. “Nel dicembre 2022 - ha aggiunto - siamo andati in Danimarca a cercare un cavallo, ma non era lui quello che mi era stato segnalato. Ne ho infatti provato un altro che però non si è dimostrato adatto alle nostre esigenze. Il proprietario si è allora attivato e, attraverso le sue conoscenze, ci ha indicato Escari che stava in un’altra scuderia. La mattina dopo siamo quindi andati a provarlo. Aveva solo 5 anni, ma è stato subito fantastico. Arrivato a casa nel gennaio 2023 si è immediatamente adattato alla mia disabilità, eseguendo qualsiasi esercizio con molta facilità. Escari ha tante qualità naturali, ottime andature, un fisico corretto e una grande presenza scenica. Ha anche un carattere davvero eccezionale, cerca sempre di aiutarmi, di imparare e mi mette sempre nelle condizioni di poter dare il meglio. Con lui ho partecipato a due campionati d'Europa vincendo lo scorso anno il bronzo. Ai Giochi paralimpici di Parigi ci siamo piazzati al quarto posto individuale e a squadre, e Escari era il più giovane di tutti i cavalli. Aachen è stata una bellissima esperienza, arricchita dai risultati che abbiamo ottenuto, sia come squadra che individualmente. Adesso, tornati a casa, aspetterò il rientro di Escari, che si merita un po’ di paddock; soltanto dopo andrò qualche giorno in vacanza anche io".
La medaglia di Francesca ed Escari porta a cinque, fino a questo momento, il computo totale di medaglie guadagnate dall’Italia e dalla Federazione Italiana Sport Equestri, in questa edizione dei Campionati del Mondo di Aachen, dopo l’argento conquistato nel Pas de Deux di Volteggio da Rebecca Greggio e Davide Zanella, il bronzo della squadra italiana di Volteggio e le due medaglie di bronzo ottenute nelle prove individuali tecniche di Paradressage dalla stessa Francesca Salvadè e da Sara Morganti.
Attesi in campo in mattinata per il Grand Prix Freestyle del Grado I Massimiliano Chiatante e Sara Morganti.
(Nella foto © FISE/Massimo Argenziano: Francesca Salvadè su Escari)
Aachen 2026: Salto ostacoli. Piergiorgio e Giulia, l’Italia degli sport equestri è con voi!
Domani è il grande giorno. Il giorno della finale individuale del Campionato del Mondo di Salto ostacoli 2026 di Aquisgrana che vedrà al via due azzurri.
Piergiorgio Bucci in sella ad Hantano e il graduato aiutante dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet con Delta del’Isle saranno tra i 25 protagonisti di una finale stellare nella quale si giocheranno alla pari con i migliori un piazzamento che vale una carriera.
Pigì occupa il settimo posto e partirà con sole 3.57 penalità; non lontana è Giulia, 13esima con 5.13 penalità. La classifica provvisoria è estremamente corta: nell’arco di un barriera, quattro penalità, si trovano ben 10 binomi!
“I ragazzi sono sereni come quando abbiamo iniziato questo Mondiale. – ha commentato il Cittì azzurro Stefano Cesaretto. - Domani sarà una gara molto impegnativa, di livello molto alto e speriamo che i nostri due binomi in finale riescano a ottenere un risultato importante che è alla loro portata e che credo si meritino. Speriamo in un pizzico di fortuna per chiudere in bellezza dopo la qualifica per Los Angeles.”
“lo mi sento veramente bene e sono molto positivo per domani. – queste le parole di Piergiorgio Bucci. - Ieri sera abbiamo tutti vissuto un momento magnifico, perché siamo un team molto unito e perché volevamo a tutti i costi la qualifica olimpica, ed è bellissimo che siamo riusciti finalmente a centrarla.” E Hantano? “Hantano è in forma e sta continuando nella sua straordinaria serie di risultati. Anche oggi, come lo scorso ottobre nella finale LLN di Barcellona abbiamo preso un premio per i nostri percorsi netti. É un cavallo incredibile. Domani cercherò di concentrarmi su me stesso, perché lui è un cavallo che vuole fare percorso netto e se riesco a montarlo come a lui piace, come nelle due manche della gara a squadre, lui è impeccabile. Cosa porterei a Los Angeles se dovessi partire domattina? Sicuramente un cavallo come Hantano o come Pallieter!”
“A mente fredda – ha aggiunto Giulia Martinengo Marquet – quello di ieri sera è stato un risultato meraviglioso: So che può sembrare ovvio, ma essere riusciti a centrare l'obiettivo è stato il coronamento di un sogno. Credo che la priorità di tutti fosse prendere il pass per le Olimpiadi ed esserci riusciti è stato grazie a dei cavali incredibili, a un team sensazionale, che ha coinvolto davvero tutti, e anche grazie a uno spirito di squadra che è stato forte, oserei dire inespugnabile. È stato questo che ci ha fatto credere fino in fondo che ce lo potevamo fare e per una volta non ci siamo sentiti piccoli, in mezzo ai grandi”. Giulia può contare su un cavallo dalle mille qualità e lei stessa ne è consapevole. “Credo che Delta abbia dimostrato di essere in uno stato di forma strepitoso e abbia fatto vedere ciò che ho sempre saputo, cioè che è un cavallo straordinario. Nella prova di ieri c’è stata una piccola sbavatura e mi rincresce, perché potevo evitarla, ma per lo più sono felice di come stanno andando le cose. Siamo pronti per affrontare la finale e domani faremo del nostro meglio”.
Aachen 2026: Salto ostacoli. Bucci premiato tra i ‘magnifici sette’ della gara a squadre
Ieri sera, Piergiorgio Bucci in sella ad Hantano è stato decisivo per lo storico quinto posto dell’Italia e per la qualifica ai Giochi di Los Angeles 2028, e domani affronterà la finale individuale del Campionato del Mondo di Salto ostacoli di Aachen in Germania.
Nel frattempo, oggi, sabato 22 agosto, l’azzurro ha ricevuto un premio. Un premio speciale, condiviso, riservato ai sette cavalieri che hanno completato le due manche della gara a squadre di giovedì e venerdì con altrettanti percorsi netti.
Con Bucci, a raccogliere gli appalusi del pubblico del Main Stadium di Aachen oggi sono infatti stati lo spagnolo Armando Trapote, lo svizzero Steve Guerdat, il britannico Ben Maher, il belga Abdel Saïd e i tedeschi Marcus Ehning e Daniel Deusser.
Il cavaliere italiano e il suo formidabile baio non sono però nuovi a questi riconoscimenti. Lo scorso ottobre, in occasione della finale 2025 di Barcellona del circuito delle Coppe delle Nazioni LLN, erano infatti stati premiati sia come miglior cavaliere che miglior cavallo della stagione sulla base del maggior numero di percorsi netti, e Yulia Khokhryakova, che si occupa quotidianamente di Hantano, come miglior groom.
Aachen 2026: il Paradressage azzurro vola a Los Angeles 2028
Il Paradressage azzurro conquista il pass per i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. La nazionale italiana ha ottenuto la qualifica grazie al sesto posto nella gara a squadre dei FEI World Championships, i Campionati del Mondo, in corso di svolgimento ad Aachen, in Germania, chiudendo la prova con un totale di 220,808 punti.
La squadra italiana, guidata dal capo équipe Alessandro Benedetti, ha visto scendere in rettangolo ieri, nella prima giornata della competizione, Francesca Salvadè, agente del Gruppo Sportivo delle Fiamme Azzurre, che con Escari ha ottenuto il 75,267% nel Grado III; Sara Morganti, in sella a Bond Girl 18, con il 74,083% nel Grado I; e Massimiliano Chiatante, su Fashion Girl, autore del 71,458%, sempre nel Grado I.
A completare oggi la prova della squadra azzurra è stata Federica Sileoni, che in sella a Leonardo ha ottenuto il 67,474% nel Grado V.
Dopo la storica qualifica olimpica conquistata dalla squadra italiana di salto ostacoli, nella serata di ieri, arriva dunque un'altra importante conferma per gli sport equestri azzurri. Anche il paradressage italiano conquista il pass per Los Angeles con largo anticipo, migliorando inoltre il proprio piazzamento rispetto all'ultimo Campionato del Mondo disputato a Herning, in Danimarca, nel 2022.
Un risultato che testimonia la crescita costante del movimento azzurro, protagonista ai Giochi Paralimpici con una squadra italiana ininterrottamente presente a partire da Pechino (Hong Kong) 2008.
“Non è più un sogno, ma una realtà – ha commentato il capo equipe Benedetti - il pass per Los Angeles è conquistato! È un risultato straordinario, che premia il talento dei nostri atleti e dei loro cavalli. Un ringraziamento speciale va naturalmente a tutto lo staff che ha lavorato dietro le quinte e contribuito, giorno dopo giorno, al raggiungimento di questo importante obiettivo”.
La medaglia d’oro a squadre dei Campionati del Mondo è andata agli Stati Uniti con 236,135 punti, seguiti dalla Germania, argento con 229,875 e dall’Olanda, bronzo, con 227,639. Conquistano le qualifiche paralimpiche gli Stati Uniti (in quanto paese ospitante) Germania, e Olanda, nazioni sul podio, ma anche Danimarca, Gran Bretagna, Italia, Francia e Svezia.
Guarda QUI le classifiche.
Ph. FISE/Massimo Argenziano La squadra Italiana di Paradressage da sinistra Chiatante, Salvadè, Sileoni; Morganti

