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Ai FEI World Championships 2026 di Aachen la Nazionale di paradressage è stata ancora una volta protagonista centrando la qualificazione ai Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028 e conquistando ben quattro medaglie individuali.
Dietro ai successi dei para-atleti azzurri ci sono però tanta passione e lavoro e una solida sintonia di squadra. Il capo equipe Alessandro Benedetti: "siamo una vera e propria famiglia sportiva che si muove all'unisono verso LA28." 


Aachen 2026 si è chiuso con il pass per le Paralimpiadi di Los Angeles 2028 già in tasca e quattro splendide medaglie individuali. Che bilancio traccia di questa straordinaria trasferta?

"Il bilancio non può che essere eccezionale sotto ogni punto di vista: è stata un’esperienza davvero indimenticabile. Misurarsi su un palcoscenico iconico e selettivo come quello di Aachen, con tutta la storia e il prestigio che porta con sé, rappresentava già di per sé un banco di prova fondamentale. Riuscire a centrare qui la qualificazione a squadre per i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028 è il coronamento di un percorso: era il nostro traguardo primario e lo abbiamo raggiunto con autorevolezza. A dare ancora più lustro a questa spedizione sono arrivate poi le quattro medaglie individuali, che impreziosiscono ulteriormente il bottino complessivo. Sono risultati che parlano chiaro e che testimoniano la qualità tecnica del nostro lavoro, ma soprattutto la continuità del paradressage azzurro, ormai stabilmente insediato tra le realtà di riferimento nel panorama internazionale."


Cosa ha reso davvero speciale questa Nazionale?

"A rendere unica questa squadra è la sua dimensione umana e lo spirito di gruppo. Non siamo semplicemente una formazione competitiva quando entra in rettangolo per eseguire una ripresa, ma una vera e propria famiglia sportiva che si muove all'unisono. C’è una sintonia profonda che unisce ogni singolo tassello dell'ingranaggio: cavalieri e amazzoni, i nostri cavalli, i tecnici, i groom che svolgono un lavoro fondamentale nell'ombra, lo staff veterinario e l'intera macchina logistica. A fare la differenza sono la professionalità assoluta e una cura del dettaglio, dalla rifinitura tecnica quotidiana alla gestione delle complessità legate alle trasferte internazionali, con un’attenzione prioritaria e costante al benessere dei cavalli. Infine, c’è un senso di appartenenza fuori dal comune: vedere l'esperienza e la leadership dei nostri atleti veterani, già plurititolati a livello mondiale, integrarsi con l'energia e la fame agonistica delle nuove ‘leve’ è il nostro punto di forza."


Con la qualificazione paralimpica già al sicuro, quali saranno ora i prossimi passi per il paradressage azzurro?
"Ci aspetta un lavoro molto intenso e impostato su basi strategiche ben definite. Ora che abbiamo conquistato il pass, possiamo concentrarci con lucidità su una programmazione a lungo termine verso Los Angeles 2028, supportata in maniera strutturata dal progetto federale FISE Road to Los Angeles. Questo significa, in primo luogo, prendersi cura dei nostri binomi: gestire al meglio i carichi agonistici, salvaguardare la condizione fisica e il benessere psico-fisico dei cavalli e impostare cicli di stage e raduni mirati per affinare ogni dettaglio tecnico. Al tempo stesso, non possiamo fermarci a quanto costruito finora: continueremo a lavorare con vigore sul monitoraggio, sullo scouting e sulla crescita dei giovani talenti del territorio, creando un ponte tra vivaio e vertice per garantire un ricambio generazionale competitivo e duraturo."

 

 

Ph: FISE/M.Argenziano