testata - evento Road to Los Angeles

 

Dal 2013 Iacopo Comelli fa parte dello staff della FISE per la disciplina del concorso completo. Prima alla guida delle rappresentative giovanili pony, junior e young rider, e poi, dal 2024 come Tecnico Federale della nazionale senior, oltre che Team Manager e membro della commissione di Selezione sempre per i senior. Con lui analizziamo lo stato dell’arte della disciplina del concorso completo del dopo Aachen, e il percorso futuro dell’Italia che nel 2027 punta con decisione alla qualificazione olimpica per Los Angeles.

 

Al Mondiale di Aachen l’Italia non ha centrato la prima opportunità per conquistare la qualificazione per i Giochi di Los Angeles 2028. L’obiettivo ora sono i Campionati Europei di Avenches, in Svizzera, dal 14 al 19 settembre che mettono in palio due posti. Manca un anno esatto, quale sarà il percorso che ci porterà all’Europeo?

“La qualifica olimpica era il nostro obiettivo ai Mondiali di Aachen. Non ci siamo riusciti e quindi c'è rammarico e delusione. Ma c'è anche la consapevolezza che il 2026 è stato un anno duro, difficile, una stagione che abbiamo affrontato con un numero esiguo di binomi a disposizione. Nello sport, e in quelli equestri in particolare dove gli atleti sono due, ci sono dei cicli che giungono a termine. Tanti cavalli che, dando il massimo, hanno rappresentato l'Italia ai Giochi di Parigi e di Tokyo, ai Campionati europei e mondiali hanno concluso le loro fantastiche carriere. Altri li abbiamo purtroppo persi, come per esempio Fidjy des Melezes che con Evelina Bertoli è stato il miglior binomio azzurro a Parigi 2024. Insomma, quest’anno abbiamo dovuto affrontare un po' di vicissitudini. Ma questo non ci ha scoraggiato e nei vari appuntamenti siamo riusciti a presentarci al meglio delle nostre possibilità del momento. Poi, come ogni sportivo sa bene, ogni gara ha la sua storia. Comunque, l’importante è fare tesoro del passato per ripartire con convinzione ancora maggiore. Ed è quello che abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo. Appena tornati da Aachen ci siamo infatti tutti impegnati ad analizzare il Mondiale iniziando anche a fare delle riflessioni sul perché i risultati ottenuti non sono stati quelli che avremmo voluto ottenere. Questa fase di analisi si sta rivelando molto importante perché ci permetterà di ripartire subito con la testa all'anno prossimo. Il 2027 sarà un anno molto importante per la nostra disciplina. Stiamo già programmando degli stage e un elenco di gare che possano rappresentare dei momenti di verifica e di avvicinamento all’obiettivo stagionale del Campionato d'Europa. Il programma che stiamo stilando è però molto articolato perché deve tener conto del fatto che, oltre ai cavalieri stabili in Italia, altri risiedono all'estero, in Inghilterra, Germania e Francia. La programmazione sarà quindi molto accurata per arrivare nelle migliori condizioni all’Europeo di Avenches dove in palio ci sono due pass per le prime due squadre europee non qualificate ai Mondiali. Noi vogliamo essere una di queste!”

 


Dove siamo mancati e quali sono gli aspetti sui quali lavorare fin da subito?

“Sicuramente quando il risultato non arriva, alla base ci sono delle carenze. L’importante, però, individuarle con serenità e un approccio costruttivo perché solo così si può far tesoro di mancanze ed errori. La gara ad Aachen è stata molto impegnativa come del resto era giusto che fosse dato che stavano affrontando un Campionato del mondo. Nel dressage i nostri binomi hanno mantenuto lo standard della stagione, ma è chiaro che dobbiamo migliorarci per cercare di ridurre il più possibile il gap di punteggio rispetto agli avversari. Storicamente non siamo mai andati troppo bene nella prova di apertura di dressage, e questo è un aspetto che rientra tra quelli su cui stiamo riflettendo con particolare attenzione per aiutare i nostri ragazzi a migliorarsi. Il cross è stato molto ben costruito dal nostro Giuseppe Della Chiesa, ma ha creato diverse difficoltà. Da parte nostra un po’ di sfortuna con Paolo Torlonia e Zinny l'abbiamo avuta. L’infortunio della saura di Paolo non si è però rivelato grave e la sua carriera andrà sicuramente avanti, e questa per noi è veramente una gran bella notizia. Nel salto ostacoli siamo arrivati con soli due binomi. Forse un paio di errori si potevano evitare, ma alla fine i ragazzi hanno fatto quello che hanno potuto al termine di un Mondiale che per noi si è subito rivelato complicato. Con sincerità devo dire che schierare degli atleti debuttanti in un Mondiale e dei cavalli abbastanza giovani al primo appuntamento così importante non ci ha certo agevolato. Rimane però l’eccezionale esperienza che tutti hanno potuto vivere e che tornerà sicuramente utile. Più in generale, avremo modo di confrontarci con gli atleti nel giro delle squadre nazionali ed anche con quelli che si stanno avvicinando al Team Italia, per stilare dei programmi ad hoc per di cercare di ricostruire dei binomi che si sono un po’ persi e per valorizzarne altri.”

 

Per guadagnare il pass olimpico il prossimo anno avremo bisogno di più di una squadra, considerato che un posto sarà riservato anche alla migliore nazione europea nel circuito delle Nations Cup. Quindi sarà fondamentale allargare la base e inserire nuovi binomi.

“Già da quest'anno abbiamo ampliato la rosa dei binomi per le squadre nazionali, con molti cavalli giovani che hanno debuttato in appuntamenti a quattro stelle. Questo ampliamento era già programmato, oltre che nella natura delle cose, a prescindere da quello che sarebbe stato l’esito del Mondiale. Abbiamo la fortuna di avere un buon numero di nuovi binomi con dei cavalli molto interessanti che hanno dimostrato di avere ottime potenzialità. Sotto questo aspetto sono quindi molto ottimista considerando anche il supporto che avremo dal progetto FISE Road to Los Angeles che offre l’opportunità a nuovi sponsor e nuovi proprietari di avvicinarsi alla disciplina. Contare su una rosa folta di binomi mi metterà magari in difficoltà quando dovrò scegliere le squadre per il circuito delle Coppe delle Nazioni e agli Europei, ma in fondo questa è una cosa che fa sempre piacere a un tecnico.”

 

Nel 2027 in Italia sono in calendario undici concorsi internazionali, dei quali otto con categorie a 4 stelle. Molti atleti e cavalli avranno l’opportunità di fare esperienza, anche se per tutti il vero banco di prova saranno le gare all’estero e il confronto con realtà più sviluppate della nostra.

“Un calendario così ricco rafforza le opportunità che arriveranno dal progetto federale Road to Los Angeles. Avere in Italia tante gare a livello quattro stelle aiuta sicuramente tutto il movimento a progredire e a migliorarsi. Nel 2027 il nostro focus sarà quello di partire a inizio stagione in Italia con delle gare di avvicinamento alla prima Coppa delle Nazioni di aprile a Montelibretti. Dopodiché la calendarizzazione per un gruppo di binomi che potremmo definire di prima fascia, sarà incentrata sulle altre Coppe delle Nazioni e sui Campionati europei. Ricordiamo che per i cavalli della disciplina del concorso completo non è possibile affrontare tante gare di alto livello in una stagione. Dovremo quindi stilare una programmazione intelligente con tutti i cavalieri che sono disponibili a condividere il nostro obiettivo principale che è quello di portare l'Italia del completo a Los Angeles. Approfitto per complimentarmi con i ragazzi del salto ostacoli e del paradressage per la qualifica centrata ad Aachen. In particolare quelli del salto ostacoli hanno raggiunto un obiettivo importante che mancava all'Italia da tanti anni. L'anno prossimo noi del completo ce la metteremo tutta per fare la stessa cosa e ritrovarci così tutti insieme a Los Angeles.”

 

 


ph. FISE/M.Argenziano