testata - evento Road to Los Angeles

Stefano Cesaretto è un tecnico che guarda sempre e comunque avanti e che fa del pragmatismo unito alla sua competenza e autorevolezza, il filo conduttore del ruolo di selezionatore delle squadre nazionali.

Un ruolo assunto all’inizio del 2026 delicato e impegnativo e ‘senza pause’ visti i continui impegni dei Team Italia che, solo nell’arco di un mese sono stati in gara ai Mondiali di Aachen centrando una storica qualifica per i Giochi di Los Angeles 2028, ai Giochi del Mediterraneo a Taranto, nella finale del Circuito EEF di Avenches, e ora gareggeranno nell’imminente CSIO5* di St. Tropez - Gassin, ultima e decisiva tappa delle Longines Nations League prima della finale di Barcellona.

 

Partiamo da Aquisgrana e dall’obiettivo delle Olimpiadi centrato. Un risultato che mancava da tanti anni e che è finalmente arrivato dopo giornate intense, ricche di emozioni e soddisfazioni. Bilancio sicuramente positivo?

“Direi oltremodo positivo! Centrare la qualifica per Los Angeles alla prima opportunità è stato strepitoso. Un risultato cercato e voluto del quale andiamo tutti orgogliosi anche perché è stato ottenuto con pieno merito in uno dei Campionati del Mondo più difficili e competitivi degli ultimi anni. Ed è stato anche molto emozionante viverlo e condividerlo con tutti i ragazzi e lo staff ad Aachen. Una volta tornato a casa, la percezione del risultato che avevamo portato a casa, anzi, che i ragazzi avevano conquistato, è stata ancor più nitida e la soddisfazione maggiore. Poi però la concentrazione è tornata sui continui impegni delle nostre squadre nell’immediato e a medio e lungo termine, e sul programma di crescita strutturato su più stagioni che stiamo portando avanti e al quale si è aggiunto l’importante progetto Road to Los Angeles varato dalla FISE per coinvolgere sponsor e proprietari.”

 

Alla fine dell’anno saranno più di venti gli eventi, includendo campionati e finali CSIO a 3, 4 e 5 stelle, dove sono state schierate delle squadre senior...

“Ecco, questo è un numero che dà la misura del grande lavoro di tutto lo staff della Federazione, tecnici, coordinatore fino alle ragazze degli uffici del dipartimento salto ostacoli, che c’è dietro una selezione e una convocazione. Si tratta di un’attività molto intensa, con eventi spesso molto ravvicinati che, anche grazie alla disponibilità dei nostri atleti che stanno dimostrando un forte attaccamento ai colori della nazionale, riusciamo a gestire nel migliore dei modi. Tutti questi CSIO rappresentano però anche molte opportunità in più di crescita per i nostri binomi, i atleti e cavalli, soprattutto quelli che hanno bisogno di gareggiare per fare esperienza e confermarsi. Sicuramente dopo Aachen possiamo guardare al futuro in maniera più serena, ma allo stesso tempo dobbiamo sfruttare la qualifica ottenuta con largo anticipo per continuare a lavorare su più livelli anche facendo delle scelte con un po’ più coraggiose. Ovviamente, sempre con il focus  della crescita dei nostri binomi, ma senza guardare troppo al risultato certamente importante ma che può dipendere da episodi più o meno fortunati come è successo a Taranto o ad Avenches. Fondamentale sarà quindi dare spazio e continuità a coloro che stanno dimostrando di avere le potenzialità, gestendo con intelligenza le varie squadre per portare avanti i cosiddetti emergenti e allo stesso tempo mantenere la routine di quei cavalli che potremmo definire da prima squadra che devono comunque tenere alto il livello della performance per farsi trovare pronti.”

 

Il 2027 che stagione sarà per il salto ostacoli azzurro?

“Come detto prima, con la qualifica olimpica in tasca sarà un anno che potremo affrontare pensando all’allargamento del numero dei binomi da chiamare nelle prime squadre. Un numero? Otto, meglio dieci. Considerato il livello raggiunto da alcuni di questi nel corso del 2026, l’obiettivo è di poterne inserire stabilmente almeno un tre o quattro. Questo vale anche per il Campionato Europeo che, anche se non arriverà un risultato importante, sarà un ottimo banco di prova per tutti, proprio nell’ottica della conferma sul campo in un evento di massimo livello. Prima del 2027, ci attende però un fine stagione impegnativo. Tra dieci giorni saremo a St. Tropez - Gassin per l’ultimo CSIO a cinque stelle prima della finale del circuito LLN di Barcellona dove porteremo una squadra per fare punti e guadagnare la qualifica. Bucci monterà il grigio Pallieter Vd N.Ranch, perché con Hantano questo fine settimana partecipa al concorso di Calgary dove è stato invitato ed è già qualificato per il Gran Premio Rolex. Una bella soddisfazione per Pigi che si aggiunge al settimo posto nel ranking internazionale. Emanuele Camilli salterà con Chacareno PS, cavallo di grande potenzialità che sta entrando definitivamente nella routine di questo tipo di gare e che ad Aachen, ricordiamocelo, ha portato a termine le prime due prove con altrettanti percorsi netti. Schiereremo poi Emanuele Gaudiano con Chalou’s Love PS che come già a Rotterdam Emanuele ha risposto alla chiamata mettendosi a disposizione della nazionale. In chiave Barcellona e soprattutto in vista del 2027, anche lui potrà dare il suo significativo contributo, così come Giampiero Garofalo con Querido Van't Ruytershof. Garofalo-Querido è stato il binomio riserva ad Aquisgrana, e su di lui puntiamo con convinzione. Ecco, questa è la squadra per lo CSIO di St.Tropez Gassin, mai binomi che avrebbero potuto essere schierati sono di più.”

 

Chiudiamo da dove siamo partiti, Aachen. La qualifica olimpica punto di ripartenza del nostro salto ostacoli?

“Penso proprio di si, o perlomeno la qualifica segna una ritrovata considerazione del salto ostacoli azzurro. Del resto la qualità dei nostri ragazzi non è stata mai in discussione e anche al Mondiale lo hanno dimostrato recuperando la consapevolezza di quello che siamo, e che certe volte è mancata. Dopo Aquisgrana si respira un’aria diversa, migliore, sia nel Team Italia ma anche fuori. Questo aiuta tutto il movimento, ne stimola la fiducia, la crescita e anche la credibilità avvicinando nuovi proprietari e sponsor. A catalizzare tutto c’è poi il progetto Road to Los Angeles della FISE nato per supportare i nostri binomi. Sono convinto che solo l’idea di rivedere dopo ventiquattro anni una squadra azzurra alle Olimpiadi possa portare dei benefici. Dal lato più strettamente operativo, anche se Los Angeles è nel 2028, è importante stilare subito dei programmi per arrivarci al meglio e con un gruppo di binomi competitivi il più ampio possibile. A novembre inizieremo a ragionare sulla stagione 2027. L’idea è di non ritrovarci come all’inizio di quest’anno con pochi binomi disponibili, anche se, e questo va detto, è stato in parte dovuto alla guerra che ha bloccato tutti i cavalli che erano in gara in Medio Oriente. Svilupperemo quindi un percorso che per alcuni binomi sia compatibile con gli impegni dei singoli con quelli delle squadre. Come dicevo prima c’è la necessità di mantenere alcuni cavalli in una routine di gare di alto livello, e proprio per questo la loro gestione deve essere fatta con attenzione e su obiettivi precisi. Altri binomi, invece, verranno sicuramente impegnati con più frequenza proprio per dare loro il ritmo della competizione, ed altri ancora per far fare loro esperienza. Ma anche qui le convocazioni dovranno essere gestite attentamente perché, per esempio, una volta che binomio ha gareggiato in una Coppa delle Nazioni di uno CSIO a cinque stelle nello stesso anno non può più gareggiare in quelle del circuito EEF. Il tutto è comunque in fase preliminare, ma ciò che è importante è avere fin da ora la massima disponibilità dei ragazzi. E questo è fondamentale anche perché testimonia il loro attaccamento alla Nazionale.”

 

 

ph. FISE/Massimo Argenziano