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Salto ostacoli - Giampiero Garofalo
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- 18 Agosto 2026
Giampiero Garofalo 1° aviere scelto dell’Aeronautica Militare - Napoli 19/05/1994 – Centro Sportivo Aeronautica Militare
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Per il 1° aviere scelto Giampiero Garofalo, quello di Aachen sarà il primo Campionato del Mondo in carriera, anche se ha già preso parte a diversi appuntamenti di grande importanzA e agli Europei di Milano del 2023. Ad Aachen si presenta con Querido van't Ruytershof, cavallo dalle grandi qualità e con cui Giampiero è riuscito ad instaurare un feeling particolare.
Giampiero, arrivare a un Mondiale come quello di Aachen significa anche misurarsi nell’ambito di una gara particolarmente selettiva. Quanto sarà importante, oltre alla qualità del binomio formato da te e Querido van't Ruytershof, saper interpretare correttamente ogni momento della competizione e gestire la strategia di gara?
“È sempre un grande onore far parte della squadra italiana in qualsiasi occasione, ma ancor di più per un Campionato del Mondo. Quest'anno, poi, l’atmosfera è resa ancor più speciale per il fatto che i Mondiali si svolgono ad Aachen, considerato il tempio degli sport equestri. Montare qui è un po' il sogno di tutti. Certamente un Campionato è sempre molto lungo e, specialmente dal punto di vista mentale, bisogna mantenere i nervi saldi tutta la settimana e cercare di dare il meglio giorno per giorno, rimanendo concentrati”.
Sei uno dei cinque azzurri scelti per rappresentare l’Italia nel salto ostacoli. Che tipo di equilibrio hai trovato all’interno di questo gruppo e quanto è importante, in un campionato a squadre, riuscire a trasformare le qualità individuali in un risultato collettivo?
“C'è sempre una bella atmosfera in squadra, soprattutto perché c'è una stima reciproca. Giacomo è ancora molto giovane, ma solo anagraficamente, perché ha una grande esperienza internazionale ed è molto freddo. Giulia, Emanuele e Piergiorgio sono atleti che hanno moltissime esperienze e quindi ogni volta che c'è la possibilità di formare una squadra con cavalieri e amazzoni del genere in Coppa o in Campionato è sempre una bella esperienza. Nel mio caso, ho sempre l’opportunità di imparare. Condividiamo la strategia, ci diamo consigli e ci aiutiamo a vicenda, ma è chiaro che ognuno di noi conosce alla perfezione il proprio cavallo e il modo per metterlo a disposizione del Team ed è questo quello che dobbiamo fare in questi giorni”.
Aachen arriva in una fase importante della tua carriera: quanto pesa, nelle scelte e nella preparazione di un appuntamento come questo, la consapevolezza di avere ormai alle spalle una solida esperienza internazionale?
“Sicuramente arrivare a un Campionato con una buona esperienza alle spalle è sempre molto favorevole. Io ho avuto la fortuna di partecipare già a un Campionato europeo con la nazionale nel 2023 (Milano ndr), quindi non posso dire di avere un’esperienza come Piergiorgio, Giulia o Emanuele nei Campionati, ma ritengo comunque un cavaliere con una certa esperienza. Devo dire che quest'anno Querido van't Ruytershof è in forma quindi arrivo qui ad Aachen sereno e con la voglia di far bene”.
Questo Mondiale mette in palio anche una prima importante opportunità in chiave Los Angeles 2028. È inevitabile guardare già oltre Aachen: quanto può incidere una manifestazione come questa nella costruzione del futuro della squadra italiana?
“Ad Aachen abbiamo già la possibilità di una qualifica per Los Angeles, ma credo che quest’anno Stefano (Cesaretto ndr) abbia lavorato anche nelle Coppe delle nazioni degli CSIO a tre stelle per mandare avanti altri cavalieri con cavalli un po’ più giovani, quindi sicuramente si sta svolgendo un lavoro abbastanza importante per far crescere anche altri binomi. Penso che la squadra qui ad Aachen sia abbastanza solida con cavalli e cavalieri di esperienza. Sarebbe molto importante riuscire ad ottenere la qualifica già qui ad Aachen, ma il Campionato del Mondo sarà una gara davvero difficile. Sarà una settimana molto importante anche per la crescita di alcuni binomi”.
La FISE ha lanciato “Road to Los Angeles”, un progetto che punta a coinvolgere in modo coordinato cavalieri, proprietari, sponsor e Federazione per costruire le condizioni migliori verso il 2028. Da atleta, che cosa ti aspetti concretamente da questo nuovo modello e che cosa pensi possa cambiare nel percorso verso un’Olimpiade?
“Il progetto Road to Los Angeles è molto importante perché può coinvolgere maggiormente gli attuali proprietari e incentivarne nuovi. Oggi è sempre più difficile tenere un cavallo a lungo termine. Per questo spero che la Federazione, con questa iniziativa, possa aiutare e motivare proprietari e sponsor, proponendo un obiettivo comune e un progetto a lungo termine. In Italia abbiamo avuto cavalli importanti, ma molti sono stati venduti. Non credo sia colpa di qualcuno, perché davanti a certe cifre è difficile rifiutare. Spero però che questo nuovo progetto possa spingere proprietari, cavalieri e sponsor a fare uno sforzo in più e a lavorare tutti insieme verso un unico obiettivo: Los Angeles 2028. Credo sia un’iniziativa molto importante della Federazione, che si sta impegnando per supportare cavalli, cavalieri e proprietari, cercando nuove soluzioni e nuovi progetti. È positivo vedere che vengono coinvolte sempre più realtà. Spero quindi che si possa costruire un progetto solido e ambizioso in vista dei prossimi Giochi Olimpici”.
ph. © FISE/Massimo Argenziano
















