Giacomo Casadei carabiniere scelto
Bologna 01/09/2002 – Centro Sportivo Carabinieri
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Nonostante sia il più giovane della squadra, il carabiniere scelto Giacomo Casadei vanta già un’esperienza internazionale di grande rilievo. Freddo e riflessivo, è sempre stato un cavaliere su cui potere contare. Ad Aachen prenderà parte al suo primo Campionato del Mondo insieme a Marbella du Chabli, compagna di gara con la quale ha già affrontato gli Europei de La Corüna e l’ultima finale di FEI Nations Cup di Barcellona in Spagna, è al suo primo Campionato del Mondo.

 

Aachen rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della stagione: con quale spirito arrivi a questo Campionato del Mondo e quali sono le tue aspettative personali e di squadra?

“Sicuramente si, Aachen è l'appuntamento più importante della stagione, ma io quest’anno ho pensato alla squadra. Abbiamo fatto il massimo e stiamo facendo il massimo per arrivare pronti. Marbella è in gran forma, quindi sicuramente daremo il massimo per fare il meglio”.


La tua convocazione arriva al termine di un percorso di crescita che ti ha visto protagonista anche nei più importanti appuntamenti internazionali. Quanto è cambiato Giacomo Casadei rispetto ai primi anni in Nazionale e quali sono state le esperienze che ti hanno fatto crescere maggiormente?

“Io sono stato molto fortunato, perché negli ultimi tre anni la Federazione ha creduto molto in me e mi ha dato modo di crescere e di fare grandi esperienze.Quindi sicuramente l'Europeo dell'anno scorso, le tre partecipazioni alla Coppa della Nazioni a Roma e tutte le altre gare con la Nazionale mi hanno dato modo di crescere e anche di fare binomio con la mia cavalla. Questo, per me, è stato molto importante e ci tengo a ringraziare molto tutte le persone che hanno creduto in me”.


In un appuntamento come Aachen, dove la pressione e il livello tecnico saranno altissimi, quanto conteranno il rapporto e la sintonia con Marbella du Chabli e come avete preparato questo appuntamento?

“Aachen è uno dei campi più importanti al mondo, quindi sicuramente il livello di sport a cui assisteremo sarà fantastico. Dalla mia ho la fortuna che Marbella è già entrata in campi molto complessi, quindi spero che lei si senta al meglio in quella situazione e allo stesso tempo di potere fare tutto al meglio delle nostre possibilità”.


L’Italia del salto ostacoli negli ultimi anni si è consolidata ai vertici internazionali. Da giovane atleta inserito in questo gruppo, che responsabilità senti nel rappresentare l’Italia e cosa significa per te confrontarti in un palcoscenico come quello di Aachen?

“In questi anni, devo dire, che i ragazzi con molta più esperienza di me, come Giulia, Piergiorgio, Emanuele e tutti gli altri, mi hanno sempre dato una mano e tanti consigli. Avere loro al mio fianco, quindi, è per me una grande fortuna e mi mette molta serenità. Aachen per me è la prima volta, quindi è un po’ diverso, però so che ci sono loro e questo mi da sicurezza”


Il progetto “Road to Los Angeles” guarda già ai Giochi Olimpici del 2028: Aachen è certamente una prima tappa importante di questo percorso  Quanto pensi già a Los Angeles e all’obiettivo di arrivare a giocarti una convocazione olimpica?

“Road To Los Angeles  è veramente una iniziativa molto importante. Partecipare alle Olimpiadi è il sogno che abbiamo fin da bambini. Adesso dobbiamo pensare ad Aachen, ma cerchiamo sempre di lavorare e migliorarci per spingerci sempre più in alto. In questi anni ho cercato di crescere e di fare sempre meglio, ma per farlo bisogna guardare sempre più in alto. I Giochi Olimpici sono l’obiettivo di ogni atleta e ognuno di noi spera sempre di potervi prendere parte almeno una volta nella vita”.

 

ph. © FISE/Massimo Argenziano

 

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