Francesco Aondio Bertero - Torino, 10/06/1992
Tenuta La Mandria SSD (Piemonte)
Vive a Candelo (Biella)


 

All’esordio in un campionato internazionale senior, Francesco Aondio Bertero ci racconta il percorso di avvicinamento al più importante appuntamento della sua carriera.

 

Cosa hai provato quando hai saputo di essere stato convocato per il Campionato del Mondo e, per di più, ad Aachen?

"Quando è arrivata la convocazione per questo Mondiale, ho provato un'emozione indescrivibile che provo tuttora nonostante siano passati ormai molti giorni. Io ho 34 anni e ho sempre desiderato poter partecipare a una competizione come questa vestendo i colori azzurri. Avevo anche un altro sogno nel cassetto, gareggiare ad Aachen… Vedere realizzati questi due desideri in un’unica occasione è il massimo al quale avrei potuto aspirare. Sto vivendo un'esperienza incredibile della quale mi sento privilegiato."

 

La settimana prossima, in Germania, il sogno nel cassetto di ogni atleta diventerà per te realtà. C'è qualcuno, un istruttore, un tecnico, un compagno o un familiare che senti di voler ringraziare in modo particolare?
"Sono tante le persone che vorrei ricordare, ma ho il timore di dimenticarmi qualcuno... Io sono estremamente fortunato perché sono circondato da una famiglia meravigliosa, mia moglie, mia figlia, i miei genitori, mio fratello e mia sorella… In più c’è una famiglia allargata fatta di amici, molti dei quali appartengono anch’essi al mondo del cavallo, che con la loro presenza, e non solo, hanno contribuito a raggiungere questo obiettivo. Posso poi contare su una squadra di scuderia veramente incredibile, in primis la groom di It’s Athene, che è una figura fondamentale, e poi i veterinari, i maniscalchi, gli sponsor e tutto l’entourage. Senza di loro niente sarebbe stato possibile. E questo a prescindere dal Mondiale, perché prima e dopo Aachen c’è la gestione quotidiana della scuderia e degli altri cavalli. Un enorme grazie a tutti quanti, anche per il sostegno morale che hanno dato a me come atleta e alla mia cavalla. Io e lei siamo due anime unite in una…"

 

Guardando al percorso che ti ha portato fino a un Campionato del Mondo, cosa diresti al Francesco degli inizi e delle prime esperienze e gare in sella?
"Gli direi di non mollare mai! Io vengo da una famiglia che ha sempre lavorato con i cavalli, da mio nonno e poi mio papà qui a Candelo alla Tenuta La Mandria. Nonostante questo, fin da piccolo montare a cavallo è sempre stato un sogno e vivo come un privilegio averlo potuto fare come scelta professionale e di vita. Ricordo che da ragazzino avevo l’aspirazione di partecipare a delle gare che oggi affronto come se fossero la normalità. A maggior ragione partecipare a un Campionato del Mondo che vedevo come un obiettivo talmente grande da non riuscire quasi nemmeno a pronunciarlo. Mio nonno mi diceva che con i cavalli ci sono chilometri di delusioni e centimetri di soddisfazioni. Ed è proprio così. Crescendo, diventando adulto, ho capito che il bello del nostro lavoro sta nel quotidiano, nel costruire un cavallo, nell’impegnarsi sempre di più e nel riuscire a trovare il feeling e la giusta chiave di comprensione. Le gare sono belle, danno un senso a quello che si sta facendo, però prima di tutto c'è la passione per questo sport e l’amore per i cavalli e per quello che ci sanno dare. Non mollare mai significa credere sempre nel cavallo che si sta montando, a prescindere da cosa effettivamente potrò mai fare. Significa dargli sempre una nuova chance per permettergli di esprimersi al meglio delle sue possibilità."

 

Il Mondiale sarà un momento fondamentale per la tua carriera. Come stai vivendo la vigilia di una competizione così importante?
"L’adrenalina è ovviamente al massimo, ma sto vivendo questi giorni come la vigilia di qualsiasi altra gara importante che ho affrontato. Quindi massima attenzione e massima accuratezza nei confronti di It’s Athene in modo che possa arrivare al meglio della condizione. Io cerco di godermi ogni momento perché Aachen è un traguardo importante della mia carriera. Non voglio perdermi neanche un secondo di tutto quello che sta accadendo e che darà un senso a tutti i sacrifici e l’impegno, mio e di tutta la squadra, che ho la fortuna di avere accanto"

 

Tu e It’s Athene siete prontissimi. Qual è la dote migliore della tua compagna di gara che, tra l’altro, è cresciuta sotto la tua sella?
"Io e It’s Athene siamo prontissimi. In realtà lei è sempre prontissima, e io devo solo interpretarla al meglio. È una cavalla dalla mentalità agonistica molto rapida. La sua dote migliore credo sia proprio questa. Ha una sensibilità e dei tempi di reazione incredibili, ed ha una straordinaria velocità nel leggere il momento, capire la difficoltà o quello che un ostacolo o una combinazione richiede. E questa è una dote fuori dal normale. È una combattente e il feeling è sempre positivo, per cui con lei succede sempre qualcosa di buono. È cresciuta con me, ed è un grande onore poter montare un cavallo così qualitativo."





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