Paolo Torlonia - Roma, 14/02/1997
Centro Ippico Hakuna Matata (Lazio)
Vive in Gran Bretagna dal 2016



Dopo due Campionati Europei, ad Aachen Paolo Torlonia affronta il suo primo Mondiale. Lo fa in sella ad una cavalla allevata dalla sua famiglia e cresciuta insieme a lui, cosa che rende questo appuntamento ancora più significativo.

 

Partiamo proprio da Zinny. Un ricordo e una sensazione della prima gara insieme… Avresti mai immaginato di partecipare con lei all’Europeo dello scorso anno e poi al Mondiale di Aachen?
"Assolutamente no! Mai mi sarei aspettato di gareggiare con lei in un Campionato d'Europa e poi essere selezionato per un Mondiale. Ma anche questo è il bello dei cavalli che ci sorprendono ogni giorno. Zinny è stata allevata dalla nostra famiglia e si può dire che io e lei siamo cresciuti insieme. Ci conosciamo quindi veramente bene. Fin da puledra ha avuto un carattere molto forte. A quattro e cinque anni ha continuato a essere, diciamo, vivace, al punto che quando la montavo dovevo seriamente preoccuparmi di restare in sella. Poi, pian piano, con il giusto lavoro, tutta la sua energia ha iniziato a canalizzarsi. Questo ha permesso alle sue qualità di emergere, trasformandola in una cavalla performer. La sua storia è molto speciale per me e per tutta la nostra famiglia, veramente molto molto speciale."

 

I cavalli e il concorso completo sono stati sempre una passione di famiglia. Ma nulla è scontato. Quali sono stati i sacrifici maggiori per arrivare a gareggiare ad alto livello?
"Il concorso completo ha sempre unito e collegato la nostra famiglia. Tuttora siamo tutti molto vicini, sicuramente anche perché condividiamo proprio questa disciplina oltre alla passione per i cavalli e gli sport equestri. Beh, i sacrifici non sono mancati. All'età di 18 anni ho deciso di intraprendere la carriera sportiva in maniera più seria e mi sono trasferito in Inghilterra. Lasciare casa e costruire altrove una nuova vita e nuove relazioni, tutte incentrate sullo sport, è stato uno di questi. Ma è stato un sacrificio che ho affrontato con convinzione e che, alla fine, ho fatto volentieri, perché mi dedico totalmente ai cavalli e al concorso completo, che è la mia vera passione."

 

Quali sono state le tappe salienti della tua carriera? Chi è stato fondamentale nella tua crescita come atleta e uomo di cavalli?
"Beh, ce ne sono molte. Io sono stato molto fortunato perché, come detto, sono nato in una famiglia dove i cavalli e lo sport sono stati sempre presenti. A Roma, quando ero ragazzo, ero circondato da un super team che mi ha permesso di intraprendere l’agonismo. Inizialmente con mia cugina Evelina e mia zia Argenta, poi Federico Roman. Una volta in Inghilterra ho lavorato nella scuderia di Tom McEwen. Lì ho passato quasi quattro anni che sono stati molto molto importanti nel mio percorso come cavaliere, ed è stata un’esperienza che ha ampliato di molto le mie basi sia a livello tecnico che professionale."

 

Cosa ti aiuta a mantenere la concentrazione nei giorni che precedono una gara così importante?
"Sicuramente la routine. Essere organizzati, avere un obiettivo, seguire un piano per raggiungerlo sono aspetti fondamentali per rimanere centrati senza disperdere energie. Fondamentale è anche avere accanto dei tecnici con cui c’è feeling e un team che ti assiste a trecentosessanta gradi. L’avvicinamento a un campionato come il Mondiale di Aachen è infatti un momento delicato, quindi è importante circondarsi di persone che sono pronte a supportarti, ma anche a incoraggiarti e spronarti a dare il meglio."

 

Ad Aachen c’è la prima possibilità di ottenere la qualifica per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Quanto conta condividere un’esperienza come questa con i compagni di squadra e tutto il Team Italia?
"L'anno scorso agli Europei ho vissuto dei momenti davvero entusiasmanti insieme alla squadra. Stavolta al Mondiale di Aachen sarà sicuramente ancor più speciale considerato che cercare di ottenere la qualifica per Los Angeles è uno dei nostri obiettivi. Io sono molto legato a Giovanni e Vittoria perché siamo tutti e tre in Inghilterra, ma anche con Andrea e Francesco il rapporto è ottimo. Orgogliosi di rappresentare l’Italia, io e i miei compagni faremo del nostro meglio perché i nostri cavalli possano vivere un’esperienza il più possibile positiva."




ph. Massimo Argenziano ©

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