Giovanni Ugolotti graduato scelto dell’Esercito Italiano - Parma, 01/10/1982
Centro Sportivo Esercito (Lazio)
Vive in Gran Bretagna dal 2008

 

 

Giovanni Ugolotti è pronto ad affrontare il terzo Mondiale della carriera. Nel suo curriculum ci sono anche un’Olimpiade e cinque Campionati d’Europa. Tra gli atleti azzurri di maggior esperienza internazionale, è uno dei punti di riferimento delle squadre azzurre.

 

Dalle prime esperienze in gara ai Mondiali di Aachen… Quali sono stati i momenti salienti della tua vita passata insieme ai cavalli?
"Direi che le esperienze più significative della mia carriera sono state tante, e tutte molto importanti. Dall’inizio a Montelibretti, alla Scuola Militare d’Equitazione oggi Centro Militare di Equitazione, dove ho imparato veramente tanto sotto la guida del colonnello Mezzaroba. Poi il trasferimento in Inghilterra. Qui ho avuto la possibilità di crescere confrontandomi con la vera realtà del concorso completo. Importante e fondamentale è stata anche l’esperienza fatta nella scuderia di Andrew Nicholson che ha contribuito, anche questa, alla mia formazione di atleta. Dal punto di vista agonistico, le tappe salienti sono sicuramente state la prima partecipazione a un Campionato Europeo, a Malmoe nel 2013, il primo Badminton nel 2014 per poi coronare il sogno delle Olimpiadi a Parigi nel 2024."

 

Come ci si prepara a un evento di massimo livello come un Mondiale? C'è qualcosa di particolare nel lavoro quotidiano tuo e del tuo cavallo?
"Io cerco di mantenere la stessa routine nella preparazione, indipendentemente dall’obiettivo agonistico a breve o medio termine che abbiamo davanti. Niente cambia nella preparazione quotidiana. Tutto viene fatto, come ogni giorno, con gradualità ricercando sempre il massimo benessere dei cavalli. Sono loro a dirci se possiamo aumentare o dobbiamo diminuire l’intensità del lavoro giornaliero"

 

Cosa significa rappresentare l'Italia in un contesto internazionale così prestigioso, e come gestisci la pressione della vigilia?
"Avere la possibilità di rappresentare la propria nazione in vista di un appuntamento così importante come il Campionato Mondiale di Aachen è sicuramente un onore. Lo è ancor di più per chi, come me, indossa una divisa come quella dell’Esercito Italiano. Quanto alla pressione, in questi giorni di vigilia non la avverto, sarà forse l’età e l’esperienza... Comunque c’è voglia di far bene e di mettere in pratica al meglio quanto costruito in mesi e anni di lavoro e preparazione."

 

Quanto conta condividere un'esperienza come questa con il proprio team, la Nazionale e gli altri atleti? C'è uno spirito particolare che si crea durante un Campionato del Mondo?
"Ci conosciamo tutti molto bene! Io, Paolo e Vittoria viviamo la stessa realtà in Inghilterra, ci vediamo settimanalmente sui campi di gara e ci scambiamo opinioni e consigli. Con Francesco c’è un rapporto di amicizia costruito negli anni, e sono molto felice che sia arrivato a questo Mondiale dopo anni di duro lavoro. Con Andrea ho meno rapporti diretti, ma sono ugualmente contento per lui e per la sua convocazione. Mancano ancora poche ore e tutti noi saremo una squadra, il Team Italia!"

 

Dopo i Mondiali dei Pratoni del Vivaro e l’Europeo di Blenheim, il tuo compagno di gara sarà di nuovo Duke of Champions. Quali sono le sue qualità sulle quali farai affidamento?
"È un cavallo che ormai conosco molto bene. Ha un grande galoppo e molti mezzi che solitamente gli permettono di eccellere nella prova di campagna. Ormai abbiamo un feeling consolidato e una buona sinergia. È in forma e ho buone sensazioni. Spero che il lavoro fatto negli ultimi mesi possa portare a un buon risultato."




ph. Massimo Argenziano ©

 

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