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Alice Campanella okSiamo ormai in dirittura d’arrivo per i Campionati Europei Giovanili di Dressage e il nostro team conta tra le sue fila anche due atlete di origini non solo italiane

Conosciamo meglio Alice Campanella e Melanie Bartz, rispettivamente nelle categorie Young Rider e Junior.

 

ALICE CAMPANELLA (Bassano del Grappa, 24/3/2000)

 

Come è nata in te la passione per l’equitazione?

 

La mia passione per l’equitazione è nata grazie a mia madre, sin da piccola frequentavo con lei il maneggio e la seguivo durante le gare. Inizialmente ho cominciato con il salto ostacoli e il volteggio. Successivamente sono giunta al dressage, da un lato ripercorrendo le orme di mia madre, ex completista, ma che ormai da anni possiede una scuderia di cavalli da dressage, dall’altro ho deciso di dedicarmi esclusivamente a questa disciplina perché mi dava più adrenalina rispetto alle altre.

 

Presentaci il cavallo che porterai con te agli Europei.

Agli Europei porterò con me Gracile D.E.S., una cavalla di soli otto anni, ce l’ho da febbraio. La prima volta che l’ho provata ho subito riscontrato un’ottima sintonia, ha un buon carattere, sempre concentrata in allenamento, ama stare al paddock mentre in scuderia si trasforma in una vera boss nei confronti degli altri cavalli. A livello atletico i suoi cambi di galoppo e le sue appoggiate sono spettacolari, mi portano a ottenere sempre ottimi risultati in gara. 

 

Quali sono le tue aspettative per i prossimi Europei?

Aspettative per gli Europei… questo è il mio primo anno YR, con Gracile ho fato solo tre gare quest’anno perché il tempo non ci ha permesso di spingerci oltre, anche per via dell’esame di maturità. Tuttavia, sono al momento 47a nel ranking mondiale e prima fra gli italiani, quindi posso ritenermi soddisfatta. Il mio obiettivo per questi Europei sarebbe quello di riconfermare i risultati ottenuti nelle ultime gare, arrivare quindi a un punteggio di 69/70% e magari qualificarmi per la finale.

 

Che studi hai fatto?

Ho frequentato una scuola inglese quindi ho fatto l’IB (International Baccalaureate). Ora andrò all’università di Tilburg in Olanda per seguire il corso di People management and human resources, anche se da grande mi vedo più dressagista, già lavoro con mia madre, tuttavia penso che continuare a studiare sia importante, per questo frequenterò lo stesso l’università. Nel tempo libero invece amo uscire con gli amici e assistere a importanti gare di equitazione e/o eventi fieristici.

 

Quali le tappe più importanti della tua carriera sportiva?

Questo è il mio ottavo europeo, far parte della squadra italiana per così tante volte di seguito è già una grande soddisfazione. Altri risultati importanti sono sicuramente la finale dei Campionati Europei Pony 2013 e altre vittorie che non scorderò mai, ad esempio lo scorso mese ho vinto tutti e tre i giorni di gara con Gracile a BRNO in Repubblica Ceca contro cavalieri molto forti e quando mi sono classificata ex aequo con la campionessa europea junior insieme alla mia Chin Chan K.

 

Sappiamo che non hai soltanto origini italiane: cosa ti ha spinto a rappresentare il nostro paese in gara?

Sì, mia madre è polacca e mio padre italiano, avrei la possibilità di montare per la Polonia, ma io sono nata e cresciuta in Italia, a Grisignano di Zocco. Mi sento italiana e credo che valga la pena onorare il tricolore. Inoltre la Fise ha una buona organizzazione e supporta costantemente noi atleti nel raggiungimento degli obiettivi. Al contrario, mia madre inizialmente da giovane ha rappresentato in gara la Polonia, ora invece monta per l’Italia. Anche se non ho mai vissuto nel paese di origine di mia madre e quindi non conosco esattamente quale sia la considerazione che il dressage riveste in Polonia ci sono sicuramente cavalieri polacchi che stimo e ammiro come Michal Rapcewicz.

 

Cosa rappresentano per te la Polonia e l’Italia?

Associo la Polonia ai miei nonni e alle visite culturali che facciamo quando siamo lì, due città che mi piacciono moltissimo sono Cracovia e Varsavia. L’Italia invece è per me sinonimo di vacanza, vivendo ormai da quasi quattro anni in Olanda, amo l’atmosfera accogliente della nostra penisola e poi il cibo è buonissimo anche se il mio piatto preferito rimane il sushi, in seconda posizione c’è però la pastasciutta.

 

Da grande in quale paese ti piacerebbe vivere?

Mi piacerebbe continuare a vivere in Olanda, è un posto ottimale per i cavalli e per le persone che lavorano in questo ambiente. Ci sono gare a distanza di soli 10 km, gli spostamenti sono quindi brevi, poco stress per tutti e poi il clima è favoloso, non fa mai troppo caldo, ottimo per la salute dei nostri cavalli. Per quanto riguarda il dressage, in Olanda ci sono più tesserati, l’equitazione è uno sport nazionale e gode sicuramente di una maggiore considerazione rispetto all’Italia, per fare un esempio in Olanda non ci sono mai meno di 15 partenti a categoria.

 

Ma il fidanzato…italiano, polacco o olandese?

Il fidanzato già ce l’ho! È per una metà irlandese e per l’altra canadese.

Tua madre è anche la tua istruttrice: che rapporto avete?

Fuori dal contesto dell’equitazione ho un rapporto bellissimo con mia madre, sembriamo più due amiche, condividiamo insieme molti momenti, parliamo di tutto e ci divertiamo tantissimo. Dal punto di vista professionale è un po’ più difficile, ci sono dei conflitti tra noi due durante l’allenamento, lei ha sicuramente molta esperienza, tuttavia io ho voluto più volte provare ad allenarmi con altri trainer, cavalieri molto importanti, ma non c’è niente da fare non mi sono mai trovata bene come con mia madre perché nonostante sia la più severa di tutti mi porta sempre a raggiungere il risultato a cui aspiro in gara: è la migliore, non potrei chiedere di meglio.

 

Segui qualche regola per il tuo outfit da gara?

Certo seguo due regole: non metto mai la cintura perché mi porta sfortuna e non indosso mai una cosa nuova. Cerco di essere sempre semplice e allo stesso tempo elegante magari… con un pizzico di swarovski!

 

 

Melanie BartzMELANIE BARTZ (Bruxelles, 9/1/2001)

 

Come è nata in te la passione per l’equitazione?

La passione per l’equitazione deriva da mio padre, lui da giovane andava a cavallo, ma si dedicava al salto ostacoli, ora ha smesso. Io ho iniziato a montare cinque anni fa con mia sorella, ma inizialmente era solo un hobby. All’inizio facevo sia dressage che salto, ma il primo ha sempre richiamato di più la mia attenzione per la precisione, la disciplina. Amo allenarmi tanto e poi cogliere i frutti del duro lavoro. Nel frattempo la passione si è sviluppata e abbiamo iniziato a comprare i primi cavalli e pony, l’amore per questo sport è cresciuto velocemente, tanto che adesso abbiamo una nostra scuderia in Portogallo. In questo momento però mi trovo in Germania per allenarmi in vista degli Europei, altrettanto mia sorella che si sta preparando con i pony.

 

Presentaci il cavallo che porterai con te agli Europei.

Quest’anno avevo iniziato ad allenarmi con un cavallo di nome Delgado, ma lui si è infortunato, quindi a quattro mesi dai Campionati Europei mi sono ritrovata senza compagno di viaggio. Mi sono così recata in Germania con la mia famiglia per provare degli altri cavalli e ho incontrato Diary Dream Old, un Oldenburg di dodici anni, che è ormai con me da tre mesi. L’ho montato due volte e l’ho subito portato in Portogallo per allenarmi. In poco tempo abbiamo partecipato a ben cinque CDI. È un cavallo che mi dà la possibilità di mantenere la massima precisione in gara e dare il meglio. Questo è il mio primo europeo, il mio obiettivo è vivere questa esperienza dimostrando attraverso le nostre performance il lavoro degli ultimi mesi.

 

Hai un sogno nel cassetto?

Il mio sogno è continuare ad allenarmi per rappresentare l’Italia a livello senior nelle competizioni internazionali, contemporaneamente proseguire gli studi. Vorrei infatti diventare una neuropsicologa. Da grande mi piacerebbe coltivare entrambe le attività. Lavorare e avere due o tre cavalli per me, con i quali poter gareggiare.

 

Sappiamo che non hai soltanto origini italiane: questo ha influenzato la tua vita e la tua carriera?

Sì, certo. Mia madre è italiana, di Roma e mio padre belga. Ci siamo trasferiti a Capo Verde per cinque anni. Poi abbiamo valutato che sarebbe stato più opportuno studiare in Portogallo, così ora ci troviamo a Cascais e continuerò a frequentare lì l’università, anche se per i cavalli non è il massimo, motivo per il quale negli ultimi due mesi ci siamo spostati in Germania che è sicuramente un paese più centrale.

 

Cosa ami fare nel tempo libero?

Al momento non ho molto tempo libero, sono sempre con i miei cavalli, mi alleno e do qualche lezione ai bambini che iniziano.

 

Cosa ti ha spinto a rappresentare il nostro paese in gara?

Ho deciso di rappresentare l’Italia, perché non ho la nazionalità portoghese e poi sono orgogliosa di essere italiana: è sempre stata la prima scelta per me.

 

Che considerazione ha l’equitazione e il particolare il dressage in Portogallo?

In Portogallo c’è una forte cultura dell’equitazione legata soprattutto ai Lusitani, cavalli molto buoni e tranquilli, ideali per chi vuole iniziare a imparare. In questi ultimi tempi si organizzano anche i primi importanti concorsi nazionali e internazionali, direi che la cultura del dressage sta iniziando a svilupparsi anche qui.

 

Cosa pensi del dressage italiano?

Per quanto riguarda l’Italia non saprei, è la prima volta che entro in contatto con il team Italia, non l’ho mai frequentata per ragioni sportive, noto che però c’è un bellissimo spirito di gruppo in vista di questi campionati!

 

Chi è il tuo allenatore?

In Portogallo il mio allenatore è Daniel Pinto, in Germania è Stefanie Meyer-Biss che ha allenato per tanto tempo i pony e gli YR.

Con Daniel ho iniziato quest’anno, mi piace tanto, spiega molto bene, ha molta esperienza e tecnica. Stefanie è la classica tedesca, molto esigente, ma sto imparando tanto.

 

Cosa ti piace dell’Italia e cosa del Portogallo?

Mi piace tutto sia dell’Italia che del Portogallo, sono paesi diversi, ma lo spirito e lo stile di vita sono gli stessi. Apprezzo l’attenzione che hanno nei confronti del benessere del cavallo, considerato come un vero amico e non uno strumento da sfruttare e questa secondo me è la cosa più importante. In Italia vengo spesso per le vacanze, sia a Roma che in Toscana. Tra i piatti italiani il mio preferito è la pasta mentre quello portoghese è il bacalhau com natas (NdR: baccala con la panna).

 

Da grande in quale paese ti piacerebbe vivere?

Non so dove mi piacerebbe vivere da grande, ho vissuto in talmente tanti paesi che non saprei sceglierne uno, basta che sia una nazione accogliente per i miei cavalli, se stanno bene loro allora sarà sicuramente il posto giusto anche per me.

 

Hai un portafortuna quando vai in gara?

Certo, indosso sempre lo stesso bracciale!

 

fonte: Press Office FEI European Dressage Championships U2/YR/J/Ch 2019

 

Foto: in alto Alice Campanella, sotto Melanie Bartz