Un argento nel Pas de Deux e uno storico bronzo nella Team Competition: per l’Italia del Volteggio il Campionato del Mondo di Aachen si chiude con un bilancio straordinario, che consacra gli atleti azzurri tra i migliori della disciplina.

A riflettori spenti, insieme al tecnico federale della squadra italiana di volteggio Lorenzo Lupacchini tracciamo un bilancio di una rassegna iridata intensa e complessa, analizzando la tenuta mentale degli atleti, la solidità del movimento e le prospettive future in vista delle prossime sfide internazionali.



Lorenzo, eccoci a casa... Che valutazione dai, a mente fredda, alle prestazioni dei nostri vaulter e alla conquista delle due medaglie? Quali sono stati gli elementi decisivi di questi successi?
 

"Esprimo grande soddisfazione per entrambi i risultati, sebbene frutto di percorsi differenti. L'argento nel Pas de Deux rappresenta il coronamento del valore di una coppia di altissimo livello che, pur avendo affrontato nel corso della stagione una serie di criticità non indifferenti - a partire dalla gestione dei cavalli - ha saputo confermarsi. Il bronzo nella Team Competition racchiude invece il valore del movimento azzurro e il livello competitivo raggiunto dall'Italia nel volteggio. Il fatto che entrambi i podi siano arrivati proprio nell'ultima giornata, dopo giorni complessi, conferisce un significato ancora più profondo alla chiusura di questa stagione agonistica."

 

Il risultato nel Pas de Deux conferma il valore della coppia Greggio-Zanella e del percorso costruito insieme... quanto è stato importante questo argento anche dal punto di vista della consapevolezza e della maturità degli atleti, e cosa pensi possa ancora crescere in vista dei prossimi grandi appuntamenti?

"Il Pas de Deux vanta una tradizione d'eccellenza e risultati di rilievo, e si inserisce in una scuola italiana che da tempo si colloca ai vertici mondiali. La stagione in corso ha tuttavia presentato imprevisti complessi, tra cui cambi di cavallo e fattori esterni non preventivabili che avrebbero potuto destabilizzare chiunque. In questo contesto, gli atleti, Rebecca Greggio e Davide Zanella, e l'intero staff tecnico hanno dimostrato una straordinaria maturità e freddezza gestionale. Già competere e portare a termine la gara rappresentava un obiettivo sfidante a fronte delle pressioni e delle avversità incontrate, tra cui infortuni dei cavalli; conquistare una medaglia in quelle condizioni significa avere un eccezionale livello tecnico, ma soprattutto di tenuta mentale e resilienza."

 

C'è anche un bronzo a squadre che testimonia la crescita del movimento nel suo complesso: quanto valore attribuisci a questo risultato e che indicazioni ti dà sul livello raggiunto oggi dall’Italia nel panorama internazionale?

"La medaglia di bronzo vinta nella gara a squadre riveste un'importanza straordinaria per tutto il movimento, è infatti un podio che rappresenta l'intero volteggio nazionale. Si tratta di un traguardo storico, fortemente voluto, frutto di un percorso di crescita strutturato su più stagioni. L'Italia si colloca oggi al terzo posto nel panorama internazionale, immediatamente a ridosso di nazioni guida come Francia e Germania, ed è riuscita a superare realtà storicamente consolidate come Austria e Svizzera. Competere alla pari con questi colossi, pur disponendo di un bacino numerico inferiore, testimonia l'autorevolezza raggiunta dall'Italia, ormai a pieno titolo una nazione di riferimento nella disciplina da monitorare con attenzione sulla scena globale."

 

Dopo un Mondiale così positivo, cambiano inevitabilmente anche aspettative e responsabilità: su quali aspetti lavorerete nei prossimi mesi per trasformare questi risultati in un punto di partenza e non semplicemente in un traguardo?

"Nel settore degli sport equestri ogni stagione rappresenta un nuovo inizio. La conclusione di questo quadriennio agonistico apre un capitolo inedito per il panorama internazionale del volteggio. Guardando al futuro e ai prossimi appuntamenti in casa, il lavoro si fonderà sulla riflessione e sulla pianificazione condivisa con gli atleti, programmando un'attenta ripartenza dopo la sosta di recupero. Consolidare la posizione di terza forza mondiale dietro a Francia e Germania, mantenendo il confronto alla pari con nazioni ad alto potenziale come Austria e Svizzera, costituisce la sintesi del lavoro svolto in questi anni. Riconfermare questi standard rappresenta la massima soddisfazione e la base solida su cui programmare le sfide a venire."


Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi più ambiziosi che ti poni per i prossimi appuntamenti internazionali e per la crescita del volteggio italiano?

"Questa stagione ha richiesto un impegno straordinario sia sul piano fisico che emotivo. L'auspicio è che tali risultati non costituiscano l'apice di un ciclo, bensì un riconoscimento duraturo all'interno di un percorso di crescita in costante evoluzione. L'innalzamento dei traguardi comporta inevitabilmente una crescita delle aspettative e delle pressioni, specie in vista dei prossimi impegni internazionali e, in particolare, dei Campionati Europei che si disputeranno in Italia. Dopo un necessario momento di pausa e riflessione a mente fredda per analizzare la stagione, l'attività riprenderà ora, a settembre, con la definizione di una nuova strategia. Le ambizioni della squadra sono mutate radicalmente: se in passato l'obiettivo primario era la partecipazione, oggi l'ambizione è mirata concretamente al podio, e la sfida futura consisterà nel confermare sul campo questo nuovo standard d'eccellenza."