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Paradressage: come iniziare? Ecco le linee guida

 

Il paradressage è una disciplina emergente in Italia e nel mondo. In Piemonte, invece, è un terreno ancora poco esplorato, da considerarsi come una valida opportunità di crescita e sviluppo del movimento per tutti gli addetti ai lavori. Come iniziare e a chi rivolgersi? Il progetto di promozione del paradressage F.I.S.E Piemonte “Insieme oltre i limiti” si rivolge ad atleti, istruttori, tecnici e circoli ippici. Ha molti obiettivi e intenti, primo fra tutti l’abbattimento del muro che divide l’agonismo (equestre) e la disabilità. Il sogno? La formazione di una squadra piemontese, che competa ai massimi livelli. Abbiamo approfondito l’argomento con Davide Cofanelli, istruttore federale di discipline olimpiche, referente paradressage Fise Piemonte e coordinatore del progetto.

 

Com’è nato il progetto “Insieme oltre i limiti”?

In modo molto semplice e naturale, in parte si trattava di trasmettere e comunicare l’esperienza che avevo vissuto in questi anni con Carola Semperboni, giovanissima paratleta piemontese. Da questo percorso agonistico si è sviluppato il progetto Fise Piemonte “Insieme oltre i limiti”, che ne ricalca gli intenti, gli obiettivi e anche le problematiche che abbiamo dovuto superare.

Il lavoro che abbiamo impostato con Carola non è stato affidato al caso, non è andato per tentativi, abbiamo cercato e trovato il cavallo adatto, ci siamo informati sulla disciplina, ci siamo affidati a un tecnico specializzato come Laura Conz. In questo modo siamo riusciti a creare un team valido e affidabile. Le difficoltà non sono mancate, ma una volta trovata la strada da percorrere, tutto è venuto da sé.

Il messaggio più importante che vorrei che passasse è che la volontà e la passione sono fondamentali per iniziare, che non c’è nulla d’insormontabile, ma senza il giusto supporto, senza qualcuno con cui interfacciarsi e chiedere consiglio, diventa tutto più difficile. Obiettivo primario di questo progetto è l’assistenza tecnica e formativa agli atleti, istruttori e circoli ippici in tutte le fasi dell’avvicinamento al paradressage.

Quanto è importante il ruolo dell’istruttore?

L’istruttore è la prima persona a dover credere nelle potenzialità, e nei sogni, dei propri allievi. È lui a dover trovare i mezzi e gli strumenti idonei per consentire a questi sogni di realizzarsi. Il percorso che s’intraprende con un atleta normodotato, le motivazioni, il supporto, è lo stesso che si affronta con un atleta disabile. Se non ci crede l’istruttore, se è lui il primo a tentennare, a vedere soltanto difficoltà, non ci potrà mai credere nessun atleta, anche il più motivato.

La maggior parte dei disabili che praticano la riabilitazione equestre non conosce neanche il paradressage, non sa di che cosa si tratta, pensa che tutto quello che può fare a cavallo sia terapia. Invece c’è di più, c’è il paradressage ludico, certo, ma anche e soprattutto l’agonismo, la competizione, ed è l’istruttore a doverlo informare. Il paradressage non è una disciplina inferiore, ma è dressage praticato da paratleti e offre l’opportunità di mettersi in discussione, di confrontarsi e superare i propri limiti.

Parliamo di requisiti, per gli atleti, ma anche per gli istruttori.

Anche in questo caso è tutto più semplice di quanto si creda. Il paradressage può essere praticato da disabili fisici e sensoriali (ipovedenti e non vedenti), in possesso anche solo, inizialmente, della patente A. Se si vuole intraprendere l’attività agonistica, l’atleta deve prima sottoporsi a una visita medica di classificazione, che ne attesta l’abilità residua. I gradi di classificazione sono 5 e questo consente di gareggiare in riprese più o meno difficili. Ad esempio un atleta di grado 1 affronta riprese soltanto al passo, mentre quello di grado 5 anche al trotto e al galoppo.
I requisiti richiesti a un istruttore per insegnare il paradressage sono istruttore D.O di qualsiasi livello, e chiaramente tecnico di equitazione paralimpica. È bene sottolineare che l’assistenza di un tecnico è indispensabile per impostare il tipo di lavoro in vista di un percorso agonistico, ma è molto utile anche come supporto a una semplice attività ludica, per fornire le linee guida fondamentali a iniziare un lavoro sportivo idoneo e in sicurezza.

E i circoli ippici?

L’attività del paradressage deve essere vista dai circoli ippici come un’opportunità e una sfida, uno strumento d’integrazione e di supporto alla disabilità che cammina di pari passo con la riabilitazione equestre, e non la vuole soppiantare. Le figure professionali attive nella riabilitazione, come ad esempio gli psicologi, possono convergere nel paradressage offrendo la loro esperienza. Un lavoro in team che non esclude nessuno.

In Piemonte abbiamo pochi atleti che praticano il paradressage, oltre a volerne reclutare di nuovi per formare una squadra regionale che competa ai massimi livelli, tra gli obiettivi del progetto “Insieme oltre i limiti” c’è anche quello di dare visibilità ai nuovi paratleti e ai circoli di appartenenza, con un’azione di comunicazione mirata sul territorio. Il binomio sport e disabilità consente di allagare il bacino di utenza reclutando nuovi atleti, anche in settori al di fuori della riabilitazione.

Come informarsi e come muovere i primi passi?

La promozione del paradressage è sostenuta dal progetto “Insieme oltre i limiti”, patrocinato dalla F.I.S.E. Piemonte, che mette a disposizione i suoi tecnici, referenti e delegati per assistere istruttori e circoli nel percorso di avvicinamento al paradressage. Fornisce le linee guida adeguate, i relativi aspetti assicurativi e le abilitazioni mediche, e un costante supporto per indirizzare all’agonismo. Gli incontri informativi e divulgativi organizzati sul territorio consentono un confronto diretto tra gli addetti ai lavori per superare dubbi e perplessità.