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PARADRESSAGE IERI, OGGI E DOMANI

Com’è cambiata negli ultimi anni la percezione, e partecipazione, al paradressage? L’Italia brilla in questa disciplina a livello mondiale, si distingue per meriti e tecnica, ma molto ancora si deve e può fare per rendere accessibile a tutti l’equitazione paralimpica. Il cambiamento deve partire dalle singole Regioni e il Comitato FISE Piemonte crede in un obiettivo comune, d’integrazione e uguaglianza. In uno sport che superi le differenze e consenta a tutti di praticare lo sport che amano.

Ne abbiamo parlato con Alessandro Poncino, consigliere regionale dressage e paradressage Fise Piemonte che ci ha raccontato com’è nata questa nobile disciplina e quali traguardi sta raggiungendo.

 

Che cos’è e quando è nata la disciplina del paradressage?
Nato dal desiderio di permettere a tutti i portatori di disabilità di competere e dimostrare i propri risultati in equitazione, nel 2006 lo sport paraequestre è stato inserito tra le discipline di cui si occupa la Federazione Equestre Internazionale, che è cosi risultata la prima Federazione internazionale a occuparsi allo stesso modo di atleti normodotati e di atleti con disabilità.

In ambito paralimpico il paradressage altro non è che il dressage, ovvero  la più alta espressione dell’addestramento del cavallo, montato  secondo gli stessi principi e regolamenti della disciplina Olimpica, ma con atleti classificati in base al livello della loro disabilità fisica.

Chi la può praticare e che cosa sono i gradi di classificazione?
Il paradressage può essere praticato da atleti con disabilità fisica, non vedenti e ipovedenti. La mobilità, l’elasticità e il grado di coordinazione dei movimenti dell’atleta sono valutati per stabilire un Profilo di classificazione. Atleti con livelli di abilità funzionali simili sono raggruppati in “gradi” (dal grado 1 che riunisce atleti con importanti disabilità, fino al grado 5 che raccoglie atleti con disabilità lievi) che abilitano a partecipare a gare di differente livello di difficoltà.

E gli ausilii?
Nel Profilo di classificazione del singolo atleta sono indicati i cosiddetti “aiuti compensatori” e cioè quei particolari accorgimenti nella bardatura del cavallo o nella condotta di gara (uso della voce ad esempio) volti a “compensare” la disabilità dell’atleta.

Che cosa è una ripresa?

In gara ogni singolo cavallo esegue una successione di movimenti, detta ripresa, uguale per ogni binomio concorrente. La successione dei movimenti così come le eventuali differenti andature (passo, trotto e galoppo) sono codificate in funzione della difficoltà della ripresa. Solo nelle riprese freestyle la successione dei movimenti è specifica per ogni singolo binomio e l’esecuzione è accompagnata dalla musica; coreografia e musica della ripresa sono scelte e studiate dal cavaliere in funzione delle caratteristiche del proprio cavallo e sono oggetto di valutazione da parte della giuria, assieme agli aspetti puramente tecnici.

Quando è diventata disciplina paralimpica?
Il paradressage è la sola disciplina equestre inclusa nei Giochi Paralimpici già dal 1996. Le Paraolimpiadi sono il secondo più importante evento sportivo dopo le Olimpiadi e si svolgono immediatamente dopo le Olimpiadi, nella stessa sede.

La popolarità del paradressage paralimpico è aumentata negli ultimi anni grazie al crescente numero di nazioni partecipanti, tra cui alcune ai massimi livelli.

Qual è la situazione in Italia?
A livello italiano il paradressage dipende dalla Federazione Italiana Sport Equestri. Così, come a livello internazionale, tutti i regolamenti, le regole e l’impostazione delle manifestazioni di paradressage sono gli stessi che normano le gare di dressage, in base al principio che la valutazione di una ripresa viene fatta giudicando la performance del cavallo indipendentemente dalle eventuali problematiche fisiche del cavaliere/atleta.

L’Italia ha saputo raggiungere risultati di altissimo rilievo in ambito internazionale, con la campionessa del mondo Sara Morganti e soprattutto con la sessantina di atleti, di cui più di un terzo classificati a livello internazionale. Il paradressage è una disciplina in costante crescita, gli atleti che si dedicano all’equitazione paralimpica a livello agonistico, o anche soltanto amatoriale, sono sempre più numerosi.

E in Piemonte?

Tra gli atleti paralimpici piemontesi si sta distinguendo l’amazzone Carola Semperboni che in appena due anni, grazie al suo impegno e alla collaborazione dei tecnici che la seguono, è ormai pronta ad affrontare le competizioni internazionali.

Nella realtà regionale piemontese la disciplina era fino a poco tempo fa ancora poco conosciuta sia a livello di centri ippici sia, e soprattutto, a livello di possibili utenti. L’opera di sensibilizzazione del Comitato Regionale FISE Piemonte sta ottenendo i primi risultati, l’obiettivo di facilitare l’avvicinamento di possibili utenti alla disciplina si sta concretizzando, anche grazie all’attività divulgativa sul territorio. Vogliamo creare movimento e interesse e reclutare nuovi e promettenti atleti che rappresentino la nostra regione nelle competizioni di rilievo.