Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
images/veneto/Polo/medium/martoriello_costanza_hp.jpg
Polo

COSTANZA MARCHIORELLO: IL DOLORE E LA VITTORIA

di Umberto Martuscelli
ph: Il portale del cavallo 

2021.10.01 – Un infortunio grave ha il potere di condizionare la gioia per la vittoria di un titolo continentale? Diciamo che la risposta più corretta è che Costanza Marchiorello ha sperimentato entrambe le cose a fondo: prima la frattura scomposta di malleolo, tibia e perone il 23 settembre durante la seconda partita del torneo, poi – da spettatrice suo malgrado – la vittoria dell’Italia nel Campionato d’Europa di polo femminile il 26 settembre al Polo Club La Mimosa di Pogliano Milanese.

Quali erano le premesse in avvicinamento a questo Campionato d’Europa?

«Sapevamo di partire sfavorite a livello di handicap. Il livello del Campionato d’Europa è aumentato notevolmente e come ben si sa le giocatrici in Italia non sono tantissime: quindi avevamo un handicap inferiore a quello delle altre squadre».

Ma la squadra era in forma?

«Sì, stavamo molto bene. Ci eravamo allenate insieme qualche settimana prima, la squadra stava girando bene, eravamo organizzate bene, i cavalli stavano andando bene. Quindi nonostante tutto eravamo fiduciose».

Ma ci si è messa di mezzo la mala sorte…

«Il mio rammarico è davvero grande, proprio perché tutto stava andando molto bene e io di certo non mi sarei aspettata un evento del genere. Poi è anche vero che quando si cade da cavallo si è sempre consapevoli che le conseguenze possono essere perfino peggiori di quelle che realmente si verificano, sappiamo quanto possa essere pericoloso: però la mia è stata una caduta un po’ sfortunata, diciamo».

Cosa è successo esattamente?

«Durante la seconda partita, quella con l’Inghilterra, c’è stato un contrasto con un’avversaria, un ride off si dice, però la mia stecca è rimasta agganciata alle sue redini e quindi io sono stata trascinata in avanti. Stavo andando piano e la caduta è stata lenta, sono quasi caduta in piedi, però nel momento in cui il piede sinistro ha toccato terra mi è saltato tutto… Frattura di malleolo, tibia, perone, una frattura scomposta… Sono stata operata sabato 25 settembre e avrò almeno due mesetti di stampelle».

La squadra come ha fatto senza di lei?

«Non è semplice trovare giocatrici in Italia. Magari ce ne sono, però giovani, che hanno iniziato a giocare a polo da solo pochi anni. E noi avevamo bisogno una giocatrice forte. Per fortuna avevamo il contatto di Maitana Marré, una ragazza argentina ma di passaporto italiano che quindi poteva giocare nella nostra nazionale. Lei ha preso un volo in tre ore da Buenos Aires ed è arrivata il giorno dopo per la partita. Bravissima. Così abbiamo risolto in super emergenza… ».

Però anche sua sorella, Maria Vittoria Marchiorello, è stata protagonista di un gesto molto particolare…

«Sì, vero. Mia sorella ha sempre fatto parte della nazionale, però ha partorito un mese fa con taglio cesareo, quindi ovviamente non poteva giocare. Ma quando io ho avuto l’incidente e sul campo non c’era nessuno che potesse sostituirmi lei non ci ha pensato un solo secondo: si è messa una fascia intorno alla pancia ed è montata a cavallo… Quindi per quella partita mi ha sostituito lei, poi è arrivata Maitana Marré».

Alla fine è stato un trionfo!

«Esatto. Io ho seguito la squadra dall’ospedale, ho guardato da lì le partite. Abbiamo vinto contro l’Irlanda che aveva una squadra fortissima, il primo giorno aveva battuto l’Inghilterra con molti gol di scarto. Poi l’ultimo giorno abbiamo affrontato in finale di nuovo l’Inghilterra: nella partita in cui avevo giocato anche io avevamo perso per mezzo gol di scarto, in finale invece per mezzo gol di scarto abbiamo vinto!».

Quindi lei adesso per un po’ di tempo sarà fuori causa…

«Sì, certo, poi non nascondo che questa volta è stata una bella botta sia fisica sia psicologica… Ho due bambini piccoli, Giovanni di due anni e Lavinia di sei mesi quindi… quando si cade da cavallo poi si fanno dei pensieri. Adesso però per un po’ voglio liberare la testa e tra un mesetto riprenderò a pensare a tutto, anche perché questo Campionato d’Europa fungeva da play off per il mondiale, era una qualificazione per il mondiale. Quindi adesso dovremo prepararci anche per quello».

In programma quando?

«Aprile, quindi per quella data conto di essermi ripresa. E poi da capitano io non abbandono di certo la mia squadra!».