GiochiOLIMPICI
Road to Los Angeles 2028

Il Progetto
Sport equestri: con i mondiali di Aachen via al progetto Road to Los Angeles
Il Diario di bordo consentirà di conoscere il “dietro le quinte” dei nostri azzurri
Con i FEI World Championships di Aachen 2026 parte anche sul campo Road to Los Angeles. Il progetto studiato e voluto dalla Federazione Italiana Sport Equestri come strategia orientata al futuro avrà come compito principale quello di guidare i binomi azzurri degli sport equestri dalle imminenti gare di qualifica, Aachen è la prima, fino all'ambizioso traguardo dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Los Angeles 2028.
Saranno tre i pilastri di questo percorso “corporate” che prevede un sistema innovativo e meritocratico che riserva risorse specifiche agli atleti di interesse federale; una partnership che unisce cavalieri, proprietari, sponsor e Federazione, ciascuno con ruoli definiti ma tutti uniti verso la qualificazione olimpica. Ultimo, ma non meno importante il "Diario di Bordo"; uno strumento di aggiornamento in tempo reale che trasforma i partner commerciali da semplici finanziatori a protagonisti attivi del team.
Il Diario di Bordo che parte proprio da oggi, avrà il compito di far scoprire il dietro le quinte dei protagonisti, cavalieri, amazzoni e cavalli atleti, nel lungo percorso di avvicinamento alle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi di Los Angeles 2028.
DS Girardi “il lavoro di squadra alla base dei successi dell’estate”
La stagione 2026 volge al termine. Un anno che ha visto l’Italia grande protagonista in diverse discipline, con risultati storici per i nostri sport equestri. Torniamo alle Olimpiadi con una squadra di salto ostacoli dopo 24 anni dall’ultima presenza a “cinque cerchi”. Il Paradressage, che ha già ottenuto la qualifica per Los Angeles, fa registrare una crescita a livello individuale e di squadra. Se nel completo la prova iridata non ha confermato le aspettative, la Federazione è al lavoro con diversi progetti e iniziative. Ad analizzare la situazione è il Direttore sportivo della Federazione Italiana Sport Equestri, Francesco Girardi al quale abbiamo posto alcune domande. Con sei medaglie, una storica qualifica olimpica nel salto ostacoli e la qualifica paralimpica quella di Aachen è l’edizione dei Mondiali migliore di sempre. Cosa c’è dietro questi storici risultati? “Riguardo alla storica qualifica olimpica del salto ostacoli, posso certamente confermare che è frutto di un lavoro che parte da lontano, grazie al lavoro e all’impegno profuso, in una prima fase, da Marco Porro, persona dal grande spessore tecnico, ma certamente anche grazie al passaggio di consegne con Stefano Cesaretto che ha consentito di portare l’esperienza in gare di alto livello. È quindi un po’ risultato di tutti: della squadra, dei cavalieri e dei Team privati, ma anche dell'organizzazione federale a supporto. Aver ottenuto in occasione del mondiale anche la qualifica del paradressage è un aspetto importante. Ormai anche in quel settore tutte le nazioni si stanno attrezzando nel migliore dei modi. Il riscontro che possiamo sottolineare da questa edizione è che, oltre alla grandissima campionessa Sara Morganti, stiamo registrando una grande crescita di Francesca Salvadé e quella di una squadra che, grazie al lavoro degli altri componenti, fa sperare anche in un grandissimo risultato di Team nei prossimi appuntamenti e quindi non solo a titolo individuale”. Alla luce di quello che è successo ad Aachen, dove l'Italia ha compiuto il salto di qualità e dove, invece, è necessario lavorare ancora e come? “Avendo conquistato il pass olimpico e ovviamente potendo contare su binomi molto affermati, la volontà dei nostri tecnici è quella di vedere nel prossimo anno se riusciamo ad avere qualche componente in più da schierare a questi grandissimi livelli. Per questa cosa è molto importante, lo sapremo brevissimo, anche la qualifica, per la prossima Longines Legue of Nations e la partecipazione agli appuntamenti importanti del prossimo anno. Il senso è cercare nuovi binomi da affiancare a questi già collaudati e già importanti in tutte in tutte e due le discipline. Per quanto riguarda il completo, certamente il risultato dei mondiali non è stato soddisfacente per una serie di motivi che la Federazione e il reparto tecnico stanno analizzando. Cercheremo ovviamente di superare questa situazione nella prossima stagione, in un anno fondamentale per la qualifica da ottenere sia attraverso le Coppe delle Nazioni, sia in occasione dei prossimi Campionati Europei di Avenches. Stiamo studiando dei cambiamenti all'interno del Team di supporto federale, proprio per incrementare l’assistenza che la FISE può dare ai cavalieri e ai loro team e alla loro organizzazione”. Anche a Barcellona il Team Italia “orfano” di Bucci (infortunato) ha dimostrato un grande spirito di squadra e la voglia di vincere. Cosa è cambiato rispetto al passato? “È cambiato che a questi binomi è stato fornito il necessario supporto. Adesso sono nel pieno della loro maturità (sportiva ndr.). Certamente, l'attenzione al particolare, che a questi grandissimi livelli fa la differenza, lo spirito combattivo e lo spirito di squadra, sono le situazioni su cui si è lavorato anche per creare un clima diverso nel Team. Sono queste situazioni fondamentali per raggiungere i risultati a questo livello, dove ti confronti con i migliori atleti del mondo”. Un movimento di vertice solido si regge inevitabilmente sulle stabili fondamenta della base e dei vivai. Analizzando l'intera stagione 2026, dal settore giovanile fino ai massimi circuiti internazionali, possiamo ritenerci soddisfatti del ricambio generazionale? I giovani talenti emergenti stanno trovando la giusta traiettoria per inserirsi nei Team Italia senior? “Nel salto ostacoli, le nostre squadre giovanili combattono sempre per i più alti posti di classifica nei Campionati continentali. Il passaggio dal settore giovanile all'Under 25 e poi a quello dei Senior non è certamente semplice. Per questo motivo la Federazione sta mettendo in atto una serie di iniziative e di programmi che avranno la finalità di monitorare e supportare questi atleti nel passaggio di categoria. L’attività giovanile per le famiglie, e non mi sto riferendo solo all’aspetto economico, è certamente onerosa anche da un punto di vista di impegni, ma dà all’atleta quel quid in più che poi da Senior fa la differenza. Partecipare a gare a squadre o a titolo individuale in competizioni ufficiali, dà veramente quell'esperienza che non puoi formare in poco tempo. Credo che l’esempio lampante nel salto ostacoli sia quello di Casadei che avendo affrontato una grande carriera giovanile si è trovato poi a far parte dell’Italia qualificata a Los Angeles 2028. È chiaro che entrando nell’universo dei senior la strada si fa sempre più difficile, perché è necessario effettuare una serie di cambiamenti. In primis, ovviamente, l'atleta cavallo che per affrontare una stagione da senior deve essere un ottimo atleta e competitivo. Come in ogni sport, anche nel nostro più si sale di livello più sono le difficoltà che emergono. Ma Casadei, per tornare al mio esempio, è la dimostrazione che, se ci si crede, è una situazione possibile da realizzare. E il vivaio? "La cura del vivaio resta fondamentale per la crescita dello sport. è necessario che questi ragazzi siano seguiti, che possano partecipare alle gare giovanili e accumulare esperienza, avvicinandosi gradatamente al mondo del professionismo. Su questo punto, per il 2027, abbiamo stabilito di inserire tutti i Campionati Italiani assoluti nello stesso contenitore e nelle stesse date. L’obiettivo è quello di avvicinare sempre più i due mondi, giovanile e senior, anche per creare una continuità tra i due settori”. Questo per quanto riguarda il salto ostacoli…mentre per il concorso completo? “Anche nel Concorso Completo il settore giovanile funziona. Siamo sempre ai vertici, nonostante ci siano nazioni potentissime. Ci giochiamo sempre un posto importante ai Campionati Europei. Su questo piano il bilancio è sicuramente positivo. Ma anche in questo caso il passaggio dall’attività giovanile a quella senior non è semplice, perché le categorie sono completamente differenti. L’esperienza che i ragazzi fanno nel settore giovanile è utile per affrontare le gare da Under 25, prima e da Senior, poi. In questo caso la Federazione offre supporto con l'organizzazione di stage, di training e attraverso un monitoraggio continuo degli atleti giovani. Sono settori curati al massimo perché capiamo che è il futuro. Il futuro è crescere dei ragazzi con basi tecniche e morali salde, fin da quando sono giovani. Anche nel Completo, naturalmente, è necessario aprire una parentesi del nostro ragionamento sui cavalli. Dobbiamo essere bravi a costruirci i cavalli, e in diversi casi questo grazie all’impegno dei cavalieri e delle amazzoni sta già succedendo. I costi di acquisto di cavalli pronti sono davvero proibitivi. Credo che l'unica vera strada importante e percorribile sia quella di saper costruire e saper addestrare cavalli giovani. Proprio per questo come Federazione siamo attenti alla preparazione dei cavalli giovani, non solo italiano, ma anche stranieri".
L’Italia degli Sport Equestri ha brindato ai 100 anni e alle due qualifiche per Los Angeles 2028
Doppio festeggiamento nella serata di, venerdì 9 ottobre, a La Lanterna (Roma) per la Federazione Italiana Sport Equestri, guidata da Marco Di Paola. Nell’anno in cui la FISE compie i suoi primi 100 anni dalla sua fondazione sono arrivati anche due importanti regali per gli sport equestri italiani: la qualifica olimpica del salto ostacoli e quella paralimpica del paradressage. Diversi gli ospitidella Federazione. A fare gli onori di casa ci ha pensato il Presidente federale, Marco Di Paola, che ha accolto tra gli altri il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, ma anche Carlotta Mantovan, madrina di HorsEssence. Presenti naturalmente il Segretario Generale, Simone Perillo, il Direttore Sportivo, Francesco Girardi, Consiglieri federali e Presidenti dei Comitati Regionali. Sul palco de La Lanterna sono saliti i veri protagonisti: la squadra italiana di salto ostacoli guidata dal Selezionatore Stefano Cesaretto e dal capo equipe, Marco Bergomi e composta da Piergiorgio Bucci (che non ha voluto mancare nonostante le stampelle a seguito dell’infortunio al piede sinistro), dal 1° graduato dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet, dal carabiniere scelto Giacomo Casadei (non presenti per impegni all’estero Emanuele Camilli e il 1° aviere scelto Giampiero Garofalo) che ha conquistato la qualifica olimpica per i Giochi di Los Angeles 2028 a distanza di 24 anni dall’ultima presenza olimpica di un Team Italia alla competizione a cinque cerchi. Insieme a loro anche la squadra italiana di Dressage Paralimpico agli ordini del Selezionatore e capo equipe Alessandro Benedetti con in prima fila la pluricampionessa azzurra Sara Morganti, atleta del Gruppo Paralimpico della Difesa, l’agente delle Fiamme Azzurre, Francesca Salvadè, Federica Sileoni. Massimiliano Chiatante non è era presente. Durante la serata, condotta da Massimiliano Ossini, nell’incredibile scenario de La Lanterna, sono stati proiettati i video, testimonianza degli eccellenti risultati conseguiti dagli azzurri ad Aachen durante l’ultima estate. Un momento particolare è stato dedicato alla presentazione dello Snow Polo che si svolgerà a Livigno nel primo fine settimana di febbraio.
Attacchi. Il tecnico azzurro Cristiano Cividini: “La disciplina cresce, soprattutto a livello giovanile”
La recente partecipazione al FEI Driving World Equestrian Championship di Aachen offre uno spunto ideale per tracciare un bilancio più ampio sullo stato dell'arte degli attacchi italiani. Dalle dinamiche dell'alto livello alla crescita della base, fino alle sfide e agli appuntamenti che attendono il movimento nel prossimo futuro, abbiamo fatto il punto della situazione con il Selezionatore e Tecnico della disciplina azzurro Cristiano Cividini. Qual è il bilancio della trasferta di Aachen 2026? “Dal punto di vista sportivo e della preparazione, la trasferta di Aachen ha mostrato una crescita evidente del nostro atleta Luca Cassottana, impegnato nel tiro a quattro. Luca ha confermato una progressione tecnica e atletica importante, disputando una buona gara in una categoria di altissimo livello e particolarmente complessa. Purtroppo, se guardiamo alla classifica finale, un errore dovuto a una disattenzione regolamentare ha portato a un'eliminazione che lascia davvero molto amaro in bocca, pur senza cancellare quanto di buono espresso sul campo.” Quali sono i prossimi passi e gli appuntamenti più importanti per la disciplina? “Nel tiro a quattro il futuro dipende moltissimo dalla disponibilità e dall'impegno personale dei guidatori: si tratta di una categoria che non permette di fare affidamento a priori su un gruppo ampio, ma richiede singoli atleti decisi a intraprendere un percorso così impegnativo. Come Federazione stiamo lavorando molto sul settore giovanile, che quest'anno ci ha regalato due medaglie di bronzo ai Campionati Europei, una nella categoria Junior con Bice Castelli e una nell'Under 25 Francesca Consolini. Riscontri molto positivi arrivano anche dai Singoli: al Mondiale i nostri tre rappresentanti hanno ben figurato con soggetti giovani, lasciando intravedere ottime prospettive. Guardiamo poi con grande attenzione alla categoria Pariglie in vista del Campionato del Mondo del prossimo anno, potendo contare su guidatori di notevole rilievo ed esperienza internazionale.” Qual è lo stato di salute generale del comparto e come sta crescendo il settore? “Il movimento nel suo complesso sta vivendo una fase di crescita evidente, trainata dall'attività sul territorio nazionale, dal settore amatoriale e da un vivaio giovanile sempre più promettente. Al vertice, in linea con quanto accade in tutta Europa, la scena internazionale richiede oggi un impegno sempre più strutturato: i costi delle trasferte sono aumentati e, in una disciplina come gli attacchi, la voce legata a trasporti e logistica ha un impatto notevole sui budget. Raggiungere e confermare i massimi livelli internazionali richiede atleti molto determinati. Al contempo, su scala nazionale la disciplina continua a esprimere appieno il proprio valore, rivelandosi un ambiente sano, stimolante e capace di regalare grandi soddisfazioni a chi lo pratica.” Nella foto Luca Cassottana ad Aachen - ph. FISE/M.Argenziano
Iacopo Comelli: “Dopo Aachen si guarda avanti. L’obiettivo rimane la qualifica per Los Angeles"
Dal 2013 Iacopo Comelli fa parte dello staff della FISE per la disciplina del concorso completo. Prima alla guida delle rappresentative giovanili pony, junior e young rider, e poi, dal 2024 come Tecnico Federale della nazionale senior, oltre che Team Manager e membro della commissione di Selezione sempre per i senior. Con lui analizziamo lo stato dell’arte della disciplina del concorso completo del dopo Aachen, e il percorso futuro dell’Italia che nel 2027 punta con decisione alla qualificazione olimpica per Los Angeles. Al Mondiale di Aachen l’Italia non ha centrato la prima opportunità per conquistare la qualificazione per i Giochi di Los Angeles 2028. L’obiettivo ora sono i Campionati Europei di Avenches, in Svizzera, dal 14 al 19 settembre che mettono in palio due posti. Manca un anno esatto, quale sarà il percorso che ci porterà all’Europeo? “La qualifica olimpica era il nostro obiettivo ai Mondiali di Aachen. Non ci siamo riusciti e quindi c'è rammarico e delusione. Ma c'è anche la consapevolezza che il 2026 è stato un anno duro, difficile, una stagione che abbiamo affrontato con un numero esiguo di binomi a disposizione. Nello sport, e in quelli equestri in particolare dove gli atleti sono due, ci sono dei cicli che giungono a termine. Tanti cavalli che, dando il massimo, hanno rappresentato l'Italia ai Giochi di Parigi e di Tokyo, ai Campionati europei e mondiali hanno concluso le loro fantastiche carriere. Altri li abbiamo purtroppo persi, come per esempio Fidjy des Melezes che con Evelina Bertoli è stato il miglior binomio azzurro a Parigi 2024. Insomma, quest’anno abbiamo dovuto affrontare un po' di vicissitudini. Ma questo non ci ha scoraggiato e nei vari appuntamenti siamo riusciti a presentarci al meglio delle nostre possibilità del momento. Poi, come ogni sportivo sa bene, ogni gara ha la sua storia. Comunque, l’importante è fare tesoro del passato per ripartire con convinzione ancora maggiore. Ed è quello che abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo. Appena tornati da Aachen ci siamo infatti tutti impegnati ad analizzare il Mondiale iniziando anche a fare delle riflessioni sul perché i risultati ottenuti non sono stati quelli che avremmo voluto ottenere. Questa fase di analisi si sta rivelando molto importante perché ci permetterà di ripartire subito con la testa all'anno prossimo. Il 2027 sarà un anno molto importante per la nostra disciplina. Stiamo già programmando degli stage e un elenco di gare che possano rappresentare dei momenti di verifica e di avvicinamento all’obiettivo stagionale del Campionato d'Europa. Il programma che stiamo stilando è però molto articolato perché deve tener conto del fatto che, oltre ai cavalieri stabili in Italia, altri risiedono all'estero, in Inghilterra, Germania e Francia. La programmazione sarà quindi molto accurata per arrivare nelle migliori condizioni all’Europeo di Avenches dove in palio ci sono due pass per le prime due squadre europee non qualificate ai Mondiali. Noi vogliamo essere una di queste!” Dove siamo mancati e quali sono gli aspetti sui quali lavorare fin da subito? “Sicuramente quando il risultato non arriva, alla base ci sono delle carenze. L’importante, però, individuarle con serenità e un approccio costruttivo perché solo così si può far tesoro di mancanze ed errori. La gara ad Aachen è stata molto impegnativa come del resto era giusto che fosse dato che stavano affrontando un Campionato del mondo. Nel dressage i nostri binomi hanno mantenuto lo standard della stagione, ma è chiaro che dobbiamo migliorarci per cercare di ridurre il più possibile il gap di punteggio rispetto agli avversari. Storicamente non siamo mai andati troppo bene nella prova di apertura di dressage, e questo è un aspetto che rientra tra quelli su cui stiamo riflettendo con particolare attenzione per aiutare i nostri ragazzi a migliorarsi. Il cross è stato molto ben costruito dal nostro Giuseppe Della Chiesa, ma ha creato diverse difficoltà. Da parte nostra un po’ di sfortuna con Paolo Torlonia e Zinny l'abbiamo avuta. L’infortunio della saura di Paolo non si è però rivelato grave e la sua carriera andrà sicuramente avanti, e questa per noi è veramente una gran bella notizia. Nel salto ostacoli siamo arrivati con soli due binomi. Forse un paio di errori si potevano evitare, ma alla fine i ragazzi hanno fatto quello che hanno potuto al termine di un Mondiale che per noi si è subito rivelato complicato. Con sincerità devo dire che schierare degli atleti debuttanti in un Mondiale e dei cavalli abbastanza giovani al primo appuntamento così importante non ci ha certo agevolato. Rimane però l’eccezionale esperienza che tutti hanno potuto vivere e che tornerà sicuramente utile. Più in generale, avremo modo di confrontarci con gli atleti nel giro delle squadre nazionali ed anche con quelli che si stanno avvicinando al Team Italia, per stilare dei programmi ad hoc per di cercare di ricostruire dei binomi che si sono un po’ persi e per valorizzarne altri.” Per guadagnare il pass olimpico il prossimo anno avremo bisogno di più di una squadra, considerato che un posto sarà riservato anche alla migliore nazione europea nel circuito delle Nations Cup. Quindi sarà fondamentale allargare la base e inserire nuovi binomi. “Già da quest'anno abbiamo ampliato la rosa dei binomi per le squadre nazionali, con molti cavalli giovani che hanno debuttato in appuntamenti a quattro stelle. Questo ampliamento era già programmato, oltre che nella natura delle cose, a prescindere da quello che sarebbe stato l’esito del Mondiale. Abbiamo la fortuna di avere un buon numero di nuovi binomi con dei cavalli molto interessanti che hanno dimostrato di avere ottime potenzialità. Sotto questo aspetto sono quindi molto ottimista considerando anche il supporto che avremo dal progetto FISE Road to Los Angeles che offre l’opportunità a nuovi sponsor e nuovi proprietari di avvicinarsi alla disciplina. Contare su una rosa folta di binomi mi metterà magari in difficoltà quando dovrò scegliere le squadre per il circuito delle Coppe delle Nazioni e agli Europei, ma in fondo questa è una cosa che fa sempre piacere a un tecnico.” Nel 2027 in Italia sono in calendario undici concorsi internazionali, dei quali otto con categorie a 4 stelle. Molti atleti e cavalli avranno l’opportunità di fare esperienza, anche se per tutti il vero banco di prova saranno le gare all’estero e il confronto con realtà più sviluppate della nostra. “Un calendario così ricco rafforza le opportunità che arriveranno dal progetto federale Road to Los Angeles. Avere in Italia tante gare a livello quattro stelle aiuta sicuramente tutto il movimento a progredire e a migliorarsi. Nel 2027 il nostro focus sarà quello di partire a inizio stagione in Italia con delle gare di avvicinamento alla prima Coppa delle Nazioni di aprile a Montelibretti. Dopodiché la calendarizzazione per un gruppo di binomi che potremmo definire di prima fascia, sarà incentrata sulle altre Coppe delle Nazioni e sui Campionati europei. Ricordiamo che per i cavalli della disciplina del concorso completo non è possibile affrontare tante gare di alto livello in una stagione. Dovremo quindi stilare una programmazione intelligente con tutti i cavalieri che sono disponibili a condividere il nostro obiettivo principale che è quello di portare l'Italia del completo a Los Angeles. Approfitto per complimentarmi con i ragazzi del salto ostacoli e del paradressage per la qualifica centrata ad Aachen. In particolare quelli del salto ostacoli hanno raggiunto un obiettivo importante che mancava all'Italia da tanti anni. L'anno prossimo noi del completo ce la metteremo tutta per fare la stessa cosa e ritrovarci così tutti insieme a Los Angeles.” ph. FISE/M.Argenziano
Un Mondiale da protagonisti. La soddisfazione del Team Italia di paradressage nelle parole del capo equipe Alessandro Benedetti
Ai FEI World Championships 2026 di Aachen la Nazionale di paradressage è stata ancora una volta protagonista centrando la qualificazione ai Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028 e conquistando ben quattro medaglie individuali.Dietro ai successi dei para-atleti azzurri ci sono però tanta passione e lavoro e una solida sintonia di squadra. Il capo equipe Alessandro Benedetti: "siamo una vera e propria famiglia sportiva che si muove all'unisono verso LA28." Aachen 2026 si è chiuso con il pass per le Paralimpiadi di Los Angeles 2028 già in tasca e quattro splendide medaglie individuali. Che bilancio traccia di questa straordinaria trasferta?"Il bilancio non può che essere eccezionale sotto ogni punto di vista: è stata un’esperienza davvero indimenticabile. Misurarsi su un palcoscenico iconico e selettivo come quello di Aachen, con tutta la storia e il prestigio che porta con sé, rappresentava già di per sé un banco di prova fondamentale. Riuscire a centrare qui la qualificazione a squadre per i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028 è il coronamento di un percorso: era il nostro traguardo primario e lo abbiamo raggiunto con autorevolezza. A dare ancora più lustro a questa spedizione sono arrivate poi le quattro medaglie individuali, che impreziosiscono ulteriormente il bottino complessivo. Sono risultati che parlano chiaro e che testimoniano la qualità tecnica del nostro lavoro, ma soprattutto la continuità del paradressage azzurro, ormai stabilmente insediato tra le realtà di riferimento nel panorama internazionale."Cosa ha reso davvero speciale questa Nazionale?"A rendere unica questa squadra è la sua dimensione umana e lo spirito di gruppo. Non siamo semplicemente una formazione competitiva quando entra in rettangolo per eseguire una ripresa, ma una vera e propria famiglia sportiva che si muove all'unisono. C’è una sintonia profonda che unisce ogni singolo tassello dell'ingranaggio: cavalieri e amazzoni, i nostri cavalli, i tecnici, i groom che svolgono un lavoro fondamentale nell'ombra, lo staff veterinario e l'intera macchina logistica. A fare la differenza sono la professionalità assoluta e una cura del dettaglio, dalla rifinitura tecnica quotidiana alla gestione delle complessità legate alle trasferte internazionali, con un’attenzione prioritaria e costante al benessere dei cavalli. Infine, c’è un senso di appartenenza fuori dal comune: vedere l'esperienza e la leadership dei nostri atleti veterani, già plurititolati a livello mondiale, integrarsi con l'energia e la fame agonistica delle nuove ‘leve’ è il nostro punto di forza."Con la qualificazione paralimpica già al sicuro, quali saranno ora i prossimi passi per il paradressage azzurro?"Ci aspetta un lavoro molto intenso e impostato su basi strategiche ben definite. Ora che abbiamo conquistato il pass, possiamo concentrarci con lucidità su una programmazione a lungo termine verso Los Angeles 2028, supportata in maniera strutturata dal progetto federale FISE Road to Los Angeles. Questo significa, in primo luogo, prendersi cura dei nostri binomi: gestire al meglio i carichi agonistici, salvaguardare la condizione fisica e il benessere psico-fisico dei cavalli e impostare cicli di stage e raduni mirati per affinare ogni dettaglio tecnico. Al tempo stesso, non possiamo fermarci a quanto costruito finora: continueremo a lavorare con vigore sul monitoraggio, sullo scouting e sulla crescita dei giovani talenti del territorio, creando un ponte tra vivaio e vertice per garantire un ricambio generazionale competitivo e duraturo." Ph: FISE/M.Argenziano
Salto Ostacoli: da Aachen a Los Angeles con Stefano Cesaretto
Stefano Cesaretto è un tecnico che guarda sempre e comunque avanti e che fa del pragmatismo unito alla sua competenza e autorevolezza, il filo conduttore del ruolo di selezionatore delle squadre nazionali. Un ruolo assunto all’inizio del 2026 delicato e impegnativo e ‘senza pause’ visti i continui impegni dei Team Italia che, solo nell’arco di un mese sono stati in gara ai Mondiali di Aachen centrando una storica qualifica per i Giochi di Los Angeles 2028, ai Giochi del Mediterraneo a Taranto, nella finale del Circuito EEF di Avenches, e ora gareggeranno nell’imminente CSIO5* di St. Tropez - Gassin, ultima e decisiva tappa delle Longines Nations League prima della finale di Barcellona. Partiamo da Aquisgrana e dall’obiettivo delle Olimpiadi centrato. Un risultato che mancava da tanti anni e che è finalmente arrivato dopo giornate intense, ricche di emozioni e soddisfazioni. Bilancio sicuramente positivo? “Direi oltremodo positivo! Centrare la qualifica per Los Angeles alla prima opportunità è stato strepitoso. Un risultato cercato e voluto del quale andiamo tutti orgogliosi anche perché è stato ottenuto con pieno merito in uno dei Campionati del Mondo più difficili e competitivi degli ultimi anni. Ed è stato anche molto emozionante viverlo e condividerlo con tutti i ragazzi e lo staff ad Aachen. Una volta tornato a casa, la percezione del risultato che avevamo portato a casa, anzi, che i ragazzi avevano conquistato, è stata ancor più nitida e la soddisfazione maggiore. Poi però la concentrazione è tornata sui continui impegni delle nostre squadre nell’immediato e a medio e lungo termine, e sul programma di crescita strutturato su più stagioni che stiamo portando avanti e al quale si è aggiunto l’importante progetto Road to Los Angeles varato dalla FISE per coinvolgere sponsor e proprietari.” Alla fine dell’anno saranno più di venti gli eventi, includendo campionati e finali CSIO a 3, 4 e 5 stelle, dove sono state schierate delle squadre senior... “Ecco, questo è un numero che dà la misura del grande lavoro di tutto lo staff della Federazione, tecnici, coordinatore fino alle ragazze degli uffici del dipartimento salto ostacoli, che c’è dietro una selezione e una convocazione. Si tratta di un’attività molto intensa, con eventi spesso molto ravvicinati che, anche grazie alla disponibilità dei nostri atleti che stanno dimostrando un forte attaccamento ai colori della nazionale, riusciamo a gestire nel migliore dei modi. Tutti questi CSIO rappresentano però anche molte opportunità in più di crescita per i nostri binomi, gli atleti e i cavalli, soprattutto quelli che hanno bisogno di gareggiare per fare esperienza e confermarsi. Sicuramente dopo Aachen possiamo guardare al futuro in maniera più serena, ma allo stesso tempo dobbiamo sfruttare la qualifica ottenuta con largo anticipo per continuare a lavorare su più livelli anche facendo delle scelte un po’ più coraggiose. Ovviamente, sempre con il focus della crescita dei nostri binomi, ma senza guardare troppo al risultato certamente importante ma che può dipendere da episodi più o meno fortunati come è successo a Taranto o ad Avenches. Fondamentale sarà quindi dare spazio e continuità a coloro che stanno dimostrando di avere le potenzialità, gestendo con intelligenza le varie squadre per portare avanti i cosiddetti emergenti e allo stesso tempo mantenere la routine di quei cavalli che potremmo definire da prima squadra che devono comunque tenere alto il livello della performance per farsi trovare pronti.” Il 2027 che stagione sarà per il salto ostacoli azzurro? “Come detto prima, con la qualifica olimpica in tasca sarà un anno che potremo affrontare pensando all’allargamento del numero dei binomi da chiamare nelle prime squadre. Un numero? Otto, meglio dieci. Considerato il livello raggiunto da alcuni di questi nel corso del 2026, l’obiettivo è di poterne inserire stabilmente almeno altri tre o quattro. Questo vale anche per il Campionato Europeo che, anche se non arriverà un risultato importante, sarà un ottimo banco di prova per tutti, proprio nell’ottica della conferma sul campo in un evento di massimo livello. Prima del 2027 ci attende però un fine stagione impegnativo. Tra dieci giorni saremo a St. Tropez - Gassin per l’ultimo CSIO a cinque stelle prima della finale del circuito LLN di Barcellona dove porteremo una squadra per fare punti e guadagnare la qualifica. Bucci monterà il grigio Pallieter Vd N.Ranch, perché con Hantano questo fine settimana partecipa al concorso di Calgary dove è stato invitato ed è già qualificato per il Gran Premio Rolex. Una bella soddisfazione per Pigi che si aggiunge al settimo posto nel ranking internazionale. Emanuele Camilli salterà con Chacareno PS, cavallo di grande potenzialità che sta entrando definitivamente nella routine di questo tipo di gare e che ad Aachen, ricordiamocelo, ha portato a termine le prime due prove con altrettanti percorsi netti. Schiereremo poi Emanuele Gaudiano con Chalou’s Love PS che come già a Rotterdam ha risposto alla chiamata mettendosi a disposizione della nazionale. In chiave Barcellona e soprattutto in vista del 2027, anche lui potrà dare il suo significativo contributo, così come Giampiero Garofalo con Querido Van't Ruytershof. Garofalo-Querido è stato il binomio riserva ad Aquisgrana, e su di lui puntiamo con convinzione. Ecco, questa è la squadra per lo CSIO di St.Tropez Gassin, mai binomi che avrebbero potuto essere schierati sono di più.” Chiudiamo da dove siamo partiti, Aachen. La qualifica olimpica punto di ripartenza del nostro salto ostacoli? “Penso proprio di si, o perlomeno la qualifica segna una ritrovata considerazione del salto ostacoli azzurro. Del resto la qualità dei nostri ragazzi non è stata mai in discussione e anche al Mondiale lo hanno dimostrato recuperando la consapevolezza di quello che siamo, e che certe volte è mancata. Dopo Aquisgrana si respira un’aria diversa, migliore, sia nel Team Italia ma anche fuori. Questo aiuta tutto il movimento, ne stimola la fiducia, la crescita e anche la credibilità avvicinando nuovi proprietari e sponsor. A catalizzare tutto c’è poi il progetto Road to Los Angeles della FISE nato per supportare i nostri binomi. Sono convinto che solo l’idea di rivedere dopo ventiquattro anni una squadra azzurra alle Olimpiadi possa portare dei benefici. Dal lato più strettamente operativo, anche se Los Angeles è nel 2028, è importante stilare subito dei programmi per arrivarci al meglio e con un gruppo di binomi competitivi il più ampio possibile. A novembre inizieremo a ragionare sulla stagione 2027. L’idea è di non ritrovarci come all’inizio di quest’anno con pochi binomi disponibili, anche se, e questo va detto, è stato in parte dovuto alla guerra che ha bloccato tutti i cavalli che erano in gara in Medio Oriente. Svilupperemo quindi un percorso che per alcuni binomi sia compatibile con gli impegni dei singoli con quelli delle squadre. Come dicevo prima c’è la necessità di mantenere alcuni cavalli in una routine di gare di alto livello, e proprio per questo la loro gestione deve essere fatta con attenzione e su obiettivi precisi. Altri binomi, invece, verranno sicuramente impegnati con più frequenza proprio per dare loro il ritmo della competizione, ed altri ancora per far fare loro esperienza. Ma anche qui le convocazioni dovranno essere gestite attentamente perché, per esempio, una volta che un binomio ha gareggiato in una Coppa delle Nazioni di uno CSIO a cinque stelle nello stesso anno non può più gareggiare in quelle del circuito EEF. Il tutto è comunque in fase preliminare, ma ciò che è importante è avere fin da ora la massima disponibilità dei ragazzi. E questo è fondamentale anche perché testimonia il loro attaccamento alla Nazionale.” ph. FISE/Massimo Argenziano
Aachen 2026: Salto ostacoli. Bucci nella storia con un quarto posto di valore
Emozioni a non finire ad Aachen dove con la finale individuale di salto ostacoli si sono conclusi i FEI World Championships 2026. Uno dei protagonisti della giornata è stato Piergiorgio Bucci con Hantano quarto classificato, a pochi centesimi di punto dal podio. Dopo il percorso netto del primo round della finale che lo ha portato al secondo posto sempre con 3.57 penalità, nel secondo giro riservato ai primi 12 binomi, l’azzurro e il suo fenomenale baio hanno commesso un errore proprio nell’ultimo salto, aggiungendo quattro penalità che lo hanno fatto scivolare dietro in classifica. Dopo le medaglie vinte da Raimondo d'Inzeo (oro ad Aachen 1956 e Venezia 1960; argento ad Aachen 1955; bronzo a Buenos Aires 1966) e Graziano Mancinelli (argento a La Baule 1970), il quarto posto di Pigi è comunque il miglior risultato individuale di sempre in un Campionato Mondiale. Bucci ha infatti eguagliando gli stessi piazzamenti ottenuti da Piero d’Inzeo (Parigi 1953) e Salvatore Oppes (Madrid 1954) nelle finali a quattro con scambio dei cavalli disputate fino ai WEG di Caen 2014, ed è quindi il migliore di un azzurro con la nuova formula. “Sono molto deluso per il risultato di oggi – ha detto Piergiorgio Bucci – perché torniamo a casa senza una medaglia. Ci ho sperato fino alla fine, ma abbiamo dimostrato di poter essere davvero molto, molto vicini. Mi dispiace per il mio team, per la proprietaria di Hantano, ma soprattutto per il cavallo, perché meritava una medaglia per come ha saltato, al livello dei migliori saltatori del mondo. È un peccato. Non so se avrei potuto fare qualcosa di diverso sull’ultimo salto: fino a quel momento ho protetto molto Hantano, mentre sull’ostacolo finale mi sono fidato completamente di lui. Sulla carta era un salto più facile per noi rispetto agli altri, un salto profondo, e ho pensato di accompagnarlo un po’. È un errore che Hantano non commette mai e non doveva andare così. Ad ogni modo, dopo questo incredibile fine settimana, portiamo a casa una grande consapevolezza: siamo tra le nazioni più forti e possiamo competere ai massimi livelli”, ha concluso Bucci. Nel primo round della finale, riservato ai migliori 25 binomi del Mondiale, c’era anche il graduato aiutante dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet che con Delta del’Isle si è piazzata in 24esima posizione. Oggi l’azzurra e il suo baio compagno di gara hanno commesso tre errori chiudendo con 17.13 penalità complessive. “Questo Mondiale è stato uno dei più difficili e combattuti degli ultimi anni – ha commentato a caldo il Cittì Stefano Cesaretto – ed è scontato che alla vigilia avrei sottoscritto ad occhi chiusi i risultati che abbiamo ottenuto qui ad Aachen, con la qualifica per Los Angeles 2028 e i nostri atleti e i loro cavalli che hanno ampiamente dimostrato la loro competitività. Oggi, però, rimane un po’ d’amaro per come sono andate le cose. Piergiorgio meritava assolutamente una medaglia che è sfuggita di un nulla. Peccato. Ma la positività che c’è nel Team Italia, nello staff e anche in tutti gli altri ragazzi che hanno rappresentato la nazionale nel corso della stagione è grande, e questo ci permetterà sicuramente di crescere ancora.” A conquistare il titolo iridato è stato lo svizzero Steve Guerdat con Dynamix de Belheme (0.86). Medaglia d’argento al belga Thibeau Spits con Impress-K van 't Kattenheye Z (5.60) e bronzo al britannico Harry Charles con LT Holst Freda (7.17). Venerdì scorso, invece, sul podio a squadre erano salite la Germania, medaglia d’oro (4.48) seguita dal Belgio (11.69) e dalla Gran Bretagna (12.98).
Aachen 2026: Paradressage. Sara Morganti e Bond Girl d’argento nel Freestyle "mondiale"
Massimiliano Chiatante in sella a Fashion Girl vicinissimo al podio Una straordinaria Sara Morganti in sella a Bond Girl ha conquistato oggi, domenica 23 agosto, la medaglia d’argento nel Grand Prix Freestyle del Grado I dei FEI World Championships di Paradressage di Aachen (Germania). L’amazzone del Gruppo Paralimpico della Difesa, già medaglia di bronzo nella prova individuale tecnica del giorni di apertura, sale di un gradino con la nuovissima cavalla che ha presentato ad Aachen per il suo primo Campionato internazionale. È di 78,767 la percentuale ottenuta dall’amazzone azzurra. “Non ci posso credere – ha detto a caldo Sara Morganti - e sono senza parole. È stata una prova bellissima e sono riuscita a godermela e a ballare con la cavalla. Quando sono uscita dal campo gara ho detto al mio istruttore che non sapevo se la mia prova sarebbe valsa una medaglia reale, ma per me valeva veramente oro. I presupposti non facevano pronosticare qualcosa di questo livello, ma Bond Girl è migliorata giorno dopo giorno e quindi è stata un’esperienza meravigliosa. Adesso dobbiamo organizzare la nuova stagione e stiamo già pensando a un nuovo Freestyle. Los Angeles sembra lontano, ma il tempo scorre veloce”.. Sara si è poi soffermata sulla sua compagna di gara. "A differenza di Mariebelle che è arrivata casualmente e per di più in un momento per me difficile - ha aggiunto - Bond Girl è stata cercata e voluta. Erano infatti un paio di anni che ero alla ricerca di un nuovo soggetto – racconta Sara Morganti - Ne ho visti tantissimi, ma alla fine nessuno di questi ha convinto me e, soprattutto, Laura Conz, la mia trainer. In effetti, come ci siamo sempre detti, se dobbiamo rimetterci in gioco con un nuovo cavallo, questo deve avere potenzialità superiori a Mariebelle. Comunque, nel mio continuo guardare i video dei cavalli che mi venivano proposti o segnalati, sono rimasta molto colpita da Bold Girl. Laura ha condiviso le mie impressioni positive e mi ha detto di andarla a provare. E qui viene il bello… La cavalla stava però nel profondo Nord della Germania... Ad aprile io e Alessandro Benedetti siamo così andati a Roma per volare su Amburgo. Da li abbiamo preso una macchina e raggiunto la scuderia dove Bond Girl si trovava. L’ho vista, l’ho provata ed è stato subito un impatto positivo, nonostante avesse solo 7 anni e solo un lavoro di base, anche se ben fatto. Nel tornare indietro ho telefonato a mio marito per dirgli che mi piaceva e e al nostro veterinario di andarla a visitare. Una volta avuto l’ok, mio marito è così salito sul van e si è fatto 1500 chilometri all’andata, tutti una tirata, e altrettanti al ritorno, ma con una pausa per far riposare Bond Girl. È così arrivata a casa e, dopo solo tre mesi, eccoci qua ad Aachen con due medaglie vinte al Mondiale!” Nello stesso Grado per l’Italia è arrivato l’ottimo quarto posto di Massimiliano Chiatante. A davvero un passo dalla medaglia di bronzo, con la percentuale del 75,360, il cavaliere azzurro in sella a Fashion Girl è stato protagonista di una bellissima prova sulle musiche di Ennio Morricone. “Sono molto contento – ha detto Chiatante - anche se da sportivo, perdere una medaglia per una piccolissima frazione di punto, mi dispiace. Sono sincero, ero stra-convinto da stamattina di potere far bene e potere ambire al podio. Non ci sono riuscito qui ad Aachen, anche se ci sono andato molto vicino, ma sicuramente ci riuscirò nel prossimo Campionato. Quanto alle musiche, io e il mio staff ci siamo detti, da italiani usiamo musiche del nostro Paese, ma che siano di respiro internazionale. E chi meglio di Morricone? Autore che amo molto e del quale sono un grande appassionato. A creare la colonna sonora del mio Feestyle è stata Raffaella Martini”. La medaglia conquistata da Sara oggi, porta a un totale 21 il numero di metalli ottenuti in carriera da parte dell’amazzone azzurra in Campionati internazionali e a 27 il numero di quelle conquistate dal Paradressage italiano. Un risultato che fa raggiungere la quota di sei medaglie (un argento e un bronzo nel Volteggio, un argento e tre bronzi nel Paradressage) di medaglie conquistate dall’Italia e dalla Federazione Italiana Sport Equestri in questa edizione dei Mondiali. (Nella foto © FISE/Massimo Argenziano da sopra Sara Morganti su Bond Girl 18 e Massimiliano Chiatante su Fashion Girl)

