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EMILIA ROMAGNA FUCINA DI CAMPIONI/GLI ATTACCHI

Risultati e buoni tecnici sono la ricetta vincente per gli attacchi in Emilia Romagna dove la disciplina delle redini lunghe sta vivendo una stagione molto positiva. A tenere le redini, Paolo Cervi, vulcanico appassionato

L’Emilia Romagna è terra di eccellenze e grande entusiasmo. Quello capace di trascinare, in un solo respiro, dal museo delle carrozze di Piacenza ai legni di Villa Verdi. Per poi arrivare al cospetto di un gigante che ha seminato tanto e purtroppo non ha avuto il tempo per ammirare i suoi frutti. Quell’Antonio Broglia – stiamo parlando di lui – che trent’anni fa ha gettato il semino degli attacchi in regione. Un semino che dopo aver riposato a lungo, oggi sta germogliando con grande energia. E doppo una galoppata di questo genere, chi ancora non fosse stato contagiato dalla passione per le redini lunghe non ha che da farsi una chiacchierata con Paolo Cervi.

È lui che, rispondendo alla chiamata del presidente Sassi... si è messo a ‘studiare’. E in pochissimo tempo è stato in grado di svolgere ‘un compito’ da dieci e lode.

Il settore attacchi in Emilia Romagna è stato al centro di uno sviluppo davvero importante negli ultimi due anni. C’è stato un incremento degli allievi, degli atleti e delle manifestazioni. L’Emilia Romagna ha ospitato due Coppe delle Regioni, ha portato un’allieva fino al Campionato d’Europa, nel 2019 ha partecipato per la prima volta alle Ponyadi e ha in serbo iniziative che sono destinate a renderla protagonista certa della scena nazionale.

«Dopo Antonio (Broglia, ndr), la disciplina si era un po’ spenta. Così il presidente Sassi mi ha chiamato e mi ha chiesto se potevo dare una mano. Personalmente ho voluto capire di più la disciplina, conoscerla meglio. Così mi sono messo a studiare a testa bassa». È con queste parole che Cervi racconta come tutto è iniziato. E non dimentica di citare chi, in questo lasso di tempo, ha contribuito a fare proseliti... Come per esempio Ivano Cavina, tecnico Fise Attacchi presso il suo centro a Forlì, il Gruppo Romagna Attacchi. O Corrado Cotti, che con la sua esperienza è stato fondamentale nella stesura dei regolamenti e degli aspetti più tecnici che il dipartimento attacchi dell’Emilia Romagna si è trovata via via a proporre.

Come in ogni fase di crescita, capita di trovarsi di fronte a un punto di svolta e per gli attacchi in Emilia Romagna questo punto ha un nome e cognome: Cristiano Cividini.
Coinvolgente, tecnicamente eccelso, capace di trasmettere passione, Cividini ha iniziato a fare alcuni stage in Emilia Romagna proprio nel momento in cui Cervi e i suoi avevano raccolto intorno alla disciplina il primo gruppetto di praticanti e appassionati che, all’indomani, sono diventati un vero fattore moltiplicativo.

«In regione siano arrivati a 5 centri che lavorano stabilmente con gli attacchi. Al mio centro, il Team Crazy Deers – è ancora Cervi che parla – anche allievi che facevano salto hanno iniziato a guardare con interesse alle carrozze e oggi ho ben 6 allievi ‘dedicati’».

Secondo Cervi, una disciplina ha successo quando porta risultati. E perché ciò avvenga, servono buoni tecnici. È su questa triangolazione che si basa il suo progetto in seno al dipartimento regionale.
«Fin qui, nel poco tempo che abbiamo avuto, non possiamo certo lamentarci. Abbiamo portato una junior agli Europei (Anita Salghini). Giovanni Mattioli ha portato in regione il titolo di Campione Italiano Brevetti Junior. E non dimentichiamo il nostro Clemente Forni, il para-driver che solo l’anno scorso ha fatto il viaggio verso Verona e Fieracavalli in 4 tappe... Anche gli attacchi integrati fanno parte della nostra famiglia... Insomma, sono tutte indicazioni del fatto che dobbiamo andare avanti e che siamo sulla strada giusta...».

E il prossimo passo? Sentendolo parlare è ovvio che Cervi abbia le idee ben chiare sul futuro...

«Tante volte penso di essere un consigliere un po’ scomodo... Sì, perché ho ‘il vizio’ di andare a battere cassa perché la mia disciplina costa e i miei atleti vanno sostenuti. Loro e anche i comitati che organizzano gli eventi. Il mio progetto più impegnativo è realizzare un centro di eccellenza per gli attacchi in Emilia Romagna. Ad essere sinceri, più che un progetto è qualcosa a cui stiamo già lavorando da tempo. Il Centro Ippico Ravennate è la location ideale e a maggio ci sarà l’appuntamento con il completo di attacchi–palestra per il quale abbiamo grandi aspettative. Abbiamo ambizioni anche verso altre date di rilievo nazionale ma... Al momento è meglio non sbilanciarsi e continuare a lavorare».

E allora, che dire, buon lavoro Cervi. Buon lavoro agli attacchi in Emilia Romagna.

A cura di Ufficio Stampa CRER