di Andrea Paulgross
“Non è facile esprimere, a parole, la felicità per quello che è appena successo a pochi chilometri da Vienna, ai Campionati Europei di reining. L’Italia – le nostre squadre, i nostri singoli atleti, i nostri cavalli, i nostri tecnici, i nostri dirigenti – non ha semplicemente vinto un’incredibile serie di medaglie. L’Italia del reining ha vinto addirittura ‘tutte’ le medaglie a disposizione, ha sbaragliato il campo degli avversari in ogni categoria, prima a livello di squadra e poi a livello individuale, ha mostrato una superiorità schiacciante per talento, determinazione, organizzazione.
Ancora una volta, e finalmente nell’equitazione, è tornato a trionfare lo spirito italiano. Quello che tradizionalmente riusciamo a tirare fuori nelle competizioni che ci vedono arrivare compatti, uniti, decisi a puntare tutti insieme verso un unico obiettivo. Non è stata la prima volta in questi due anni e mezzo. Quando ci mettiamo nelle condizioni di inseguire traguardi condivisi, agendo da vera squadra, noi italiani sappiamo letteralmente trasformarci. E diventare imbattibili. Perché, a parità di determinazione, viene fuori la nostra classe, la nostra fantasia, la qualità assoluta della nostra scuola.
Le nove medaglie vinte a Wiener Neudstadt, sei d’oro, tre d’argento, costituiscono un primato mai ottenuto da una disciplina in ambito equestre. Forse persino nell’ambito dello sport italiano in assoluto. E’ un risultato che segna in modo indelebile la maturazione di una disciplina splendida, che ha saputo investire su sé stessa, impegnarsi con generosità, mettersi in discussione, lavorare con impegno e serietà indicibili.
Non posso che coprire di elogi e di ringraziamenti quanti hanno contribuito a portare il reining azzurro a questo livello, regalandoci giornate che rimarranno scritte per sempre nella storia dell’equitazione italiana e internazionale. Grazie agli atleti, ai loro splendidi cavalli, ai loro proprietari, a quanti li hanno accompagnati in questa trasferta da sogno. Un grazie particolare al nostro capo dipartimento Roberto Cuoghi, dirigente sempre positivo e responsabile, a Filippo Masi, che ha centrato questo strepitoso traguardo al primo impegno ufficiale, nella sua nuova veste di tecnico unico di tutte le categorie, ai veterinari, Daniele Dallora e Michele Sementilli, ad Adriano Meacci, che ci fornisce un apporto fondamentale sul fronte della formazione, così come Pierre Oullette, a tutti i componenti la commissione di una disciplina così viva, attiva, efficiente.
La FISE ha fortemente creduto nel reining, nell’oggettiva qualità dei suoi contenuti, nelle sue prospettive di crescita. Quello effettuato su questo sport è stato un investimento strategico-politico importante, del quale oggi raccogliamo i frutti e di cui è giusto essere orgogliosi. Il reining italiano, che ci aveva già regalato una medaglia a Lexington, è sempre stato forte: ma ora lo è di più. Lo dicono i risultati di un campionato d’Europa che ha mandato a memoria l’inno di Mameli, lo dicono le reali prospettive di crescita di uno sport magari ancora non abbastanza conosciuto fuori dal contesto dei suoi magnifici interpreti, ma certamente denso di contenuti giovani, accattivanti, coinvolgenti: è impossibile non entrare in contatto con il mondo del reining senza restarne affascinati.
L’esito di queste giornate di gioia indicibile si riversa sull’intero movimento equestre, trasmettendogli entusiasmo, spirito di emulazione, ma anche grandi responsabilità. La pianta della vittoria che finalmente stiamo vedendo germogliare, dopo anni e anni di malinconica assuefazione alle sconfitte, va ora curata con passione, competenza, impegno ancora superiore a quello profuso fin qui.
Le ultime settimane di successi – penso ai ragazzi del salto ostacoli agli Europei in Portogallo e ad altre significative affermazioni – ci confermano che lo sport deve continuare a lavorare senza alcun compromesso politico, in linea con il mandato assegnato ai quadri tecnici dal sottoscritto e dal consiglio federale.
L’aria deve continuare a cambiare, in modo evidente e profondo, sotto la spinta dei progetti che abbiamo messo in campo e continueremo a incrementare, ma anche con il sostegno delle straordinarie imprese che i nostri atleti riusciranno a regalarci, come hanno appena fatto gli eroi di Vienna, i meravigliosi campioni del reining”.
Sabato, 30 Luglio 2011 15:22








