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Lunedì, 22 Giugno 2009 15:09

Dopo il 5° Consiglio Federale il Presidente Paulgross traccia il bilancio della FISE

di  Francesca Pasquini

Duecento giorni dopo l’assemblea elettiva che ne ha profondamente cambiato il profilo, per la Fise è di nuovo il momento di fare di conto. Stavolta il calcolo non riguarda i voti che hanno portato all'elezione a presidente l’avvocato Andrea Paulgross, che il 29 novembre scorso furono tanti, ma le vecchie esposizioni, i debiti ereditati dalla precedente gestione federale. Tanti pure quelli, purtroppo: 2 milioni e 900 mila euro, come ha ufficializzato il Consiglio Federale appena svoltosi a Roma, il quinto sotto questa presidenza.

“Ma tranquilli: la Fise è cambiata sul serio e lo dimostrerà sul campo – dice appunto il presidente Paulgross - In campagna elettorale avevamo promesso una Federazione capace di programmare bene. Siamo stati di parola. Si è finalmente fatta chiarezza sui numeri. E’ un passaggio fondamentale: una politica di bilancio intelligente vale una politica sportiva intelligente. Ripianeremo il bilancio che abbiamo trovato così vistosamente in rosso senza chiedere un centesimo in più ai nostri tesserati, né tanto meno limitando gli investimenti sull’attività: anzi, proprio perché la Federazione è mutata dimostreremo che si possono trovare maggiori risorse e metterle a disposizione del movimento, pure in tempi di vacche apparentemente magre”.

BILANCIO:

- Presidente Paulgross, si è fatta finalmente chiarezza sui conti della Fise: 2,9 milioni di euro di sbilancio. Eppure la sua soddisfazione è evidente: può spiegare da cosa nasce?
“Devo essere chiaro: la situazione è pesante, abbiamo trovato numeri peggiori di quanto temessimo. Ma, a fronte del debito che ci preoccupa, abbiamo la possibilità di avviare una strategia di preventivo. Quando devi rimettere a posto qualcosa, si tratti di ristrutturare un miniappartamento o una grande azienda, il primo passo da fare è proprio questo: avere chiarezza sui conti. Fissare l’esistente con assoluta precisione, partire da un dato reale, inconfutabile, per poi cominciare a costruire. Non è stato per niente facile, nel nostro caso. Mi piace dirlo soprattutto a quanti, in questi mesi, si saranno magari chiesti: cosa sta facendo la nuova Federazione? Ecco la risposta: gran parte del nostro impegno, dal 29 novembre a oggi, ha riguardato la delicatissima definizione degli aspetti economici della Fise. Non che nel frattempo si siano trascurate altre cose: abbiamo vissuto un’eccellente edizione di Piazza di Siena, ad esempio, la prima sotto la mia presidenza. Ma quello di dare trasparenza assoluta al bilancio, insisto, è un passo in avanti gigantesco, in perfetta linea con il programma elettorale. La mia soddisfazione, oggi, nasce proprio dalla bontà dell’esito di quest’opera certosina, per la quale rinnovo i complimenti ai tecnici incaricati, al Collegio dei revisori dei conti eletto come me a fine novembre scorso. Hanno svolto un grande lavoro, analizzando alla lente d’ingrandimento debiti e crediti, e ottenuto un grande risultato: ora abbiamo certezza assoluta sulla situazione federale. L’abbiamo ereditata dalla gestione che ci ha preceduti, ma non ci spaventiamo. La Fise ha fatto un consuntivo serio, da subito potremo avviare un’altrettanto seria politica di programmazione. Partendo da un punto fermo: non ci saranno più impegni non rispettati”.

- Ha accennato a Piazza di Siena, presidente. E’ stato un grande momento per la Fise, pur in una fase così delicata…
“E’ giusto precisarlo. In questi primi mesi abbiamo battuto con coraggio, assieme al Consiglio federale, una strada impopolare, quanto necessaria. Abbiamo dovuto incidere sulla nostra struttura, sul funzionamento di una federazione abituata da anni non a programmare, ma a vivere in una sorta di emergenza perenne. Volevamo dare un taglio netto alla politica dell’improvvisazione, dei cambiamenti di rotta in corsa, delle telefonate all’ultimo minuto. Per ripartire, come ho già detto, era fondamentale chiarirci sullo stato dei conti: avere in mano un dato reale. Ce l’abbiamo fatta. Magari abbiamo rinunciato a qualche applauso del momento per impegnarci nel lavoro con serietà e spirito di sacrificio. Credo come presidente di essere stato coerente con quanto avevo promesso: non voglio più gente che non capisce, che non sa cosa si sta facendo, in preda all’estemporaneità e, appunto, all’emergenza eletta a condizione abituale. Eppure, anche in momento così complicato, abbiamo costruito alla grande i primi due appuntamenti strategici del nostro programma: Piazza di Siena e il bilancio. Per il Csio abbiamo raccolto complimenti unanimi: dai partecipanti, quelli stranieri in particolare, dalla Federazione internazionale, dagli operatori del settore, dal pubblico, dagli ospiti più illustri. L’evento ha avuto una copertura mediatica mai registrata in precedenza: è il primo passo verso la crescita della comunicazione, altro punto fermo del nostro programma. Poi, il secondo step: abbiamo finalmente chiarezza sui nostri conti. Starà a noi, all’impegno dei prossimi mesi, tradurre in vantaggi sul campo la concretezza dei numeri. Con la trasparenza dei conti, via via arriveranno anche i risultati sportivi”.

- Come verrà riportato in pareggio il bilancio?
“Ancora dobbiamo decidere. Ma, in buona sostanza, dovremmo provvedere a recuperare un milione di euro all’anno, per i prossimi tre anni, con concreti risparmi di gestione. E attraverso una precisa programmazione economica: provvedendo al funzionamento dell’attività sportiva, sviluppando una politica finanziaria basata sul recupero di una liquidità vera, sfruttando il formidabile bacino economico che gira attorno al nostro mondo, lavorando sul volano che può garantirci una comunicazione nuova, garantendo alla Federazione sponsorizzazioni concrete, non semplici cambi-merce. Di sicuro, non chiederemo sacrifici ai tesserati”.

- Non ne soffriranno neanche gli investimenti sull’attività, presidente?
“Assolutamente no. Così come si è fatto un consuntivo serio, d’ora in poi anche in quest’ambito si farà una seria politica di programmazione. Non più interventi a spot, ma un programma generale di budget. La nostra sarà una politica sportiva costruita attraverso una politica di bilancio. Basata sul rispetto degli impegni. Non penso a tagli, ma addirittura a investimenti ancora più importanti sull’attività sportiva. Sono sicuro che, lavorando con la serietà che si siamo imposti, alla fine avremo a disposizione maggiori risorse. Pure a fronte di un debito per il quale non abbiamo colpe da espiare”.

SCUOLA:

- Al Consiglio nazionale del CONI di venerdì scorso, si è complimentato con il presidente Gianni Petrucci per l’iniziativa sulla scuola, con una lettera aperta al ministro Gelmini.
“Un progetto eccellente, un passaggio fondamentale per introdurre finalmente l’attività motoria nella scuola in ogni ordine e grado. E’ un’iniziativa che ci vedrà sicuramente a fianco del Coni: come e più, mi sia consentito, di altre Federazioni. La FISE in quest’ambito ha già compiuto passi importanti, negli ultimi mesi. Abbiamo creato due commissioni, proprio allo scopo di favorire un rapporto sempre più stretto tra il mondo della scuola e l’attività equestre di base. Verranno sottoscritte convenzioni e attivate iniziative per aumentare la partecipazione dei giovanissimi ai centri ippici. Anche in questo campo abbiamo elaborato un progetto complessivo di avviamento allo sport”.

ON. MARTINI

- Dall’On. Gelmini all’On. Martini. La sottosegretaria di Stato con delega alla Salute non solo è una grande appassionata di equitazione ma ha anche lanciato una campagna a favore della tutela del benessere del cavallo.
“Sono molto contento di aver conosciuto personalmente l’On. Martini a Piazza di Siena, poche settimane fa. E’ un’appassionata sincera del mondo del cavallo, l’interlocutore ideale per una serie di interventi a favore delle condizioni del nostro amico animale, strumento indispensabile per una cultura equestre e per un salto di qualità nell’attività sportiva. La Fise sarà onorata di affiancare gli sforzi dell’On. Martini: noi per primi vogliamo cavalli in condizioni di benessere assoluto. E in forma come atleti”.

- Proprio a Piazza di Siena è stato presentato in questo senso un iniziativa importante, Horse Emotion. Vuole ricordarne i contenuti, presidente?
“Si, Horse Emotion è un progetto che coinvolge tutti i tesserati della FISE di ogni età ed è mirato a premiare coloro che rappresenteranno con qualsiasi tipo di opera d’arte le più belle emozioni nel rapporto uomo cavallo. Le opere potranno essere di genere letterario, figurativo o cine-fotografico. Per noi è anche molto importante il fatto che un premio speciale sarà indirizzato al tecnico istruttore o animatore pony che avrà contribuito alla nascita di questo tipo di rapporto.

ABRUZZO

- Pure all’interno di un calendario fittissimo, siamo a un passo da una manifestazione di grande spessore, i Giochi del Mediterraneo. Quest’edizione si svolgerà in Abruzzo: un motivo di stimolo in più, per i nostri cavalieri?
“Penso proprio di sì. Sul piano sportivo, che resta al centro della nostra attività, qualcosa di positivo si è visto già a Piazza di Siena. A Chieti di sicuro saremo competitivi. Ma in questa circostanza sarà bello soprattutto, come ha ricordato lo stesso presidente del CONI Petrucci, vedere i popoli del Mediterraneo stretti attorno agli abruzzesi, in quel clima di amicizia e di solidarietà che deve essere sempre alla base dello sport, ma che in questa situazione assume significati ancora più profondi. La Fise ha già avviato un’attività di solidarietà per far arrivare aiuti concreti ai centri ippici colpiti dal terremoto. E’ il mattone che vogliamo portare alla ricostruzione di una terra martoriata. Il Consiglio ha deliberato la possibilità di contribuire con donazioni sul conto bancario dedicato (ne indicheremo le coordinate nei prossimi giorni). Il ricavato verrà utilizzato per le immediate esigenze dei centri ippici e dei proprietari di cavalli colpiti dal terremoto e, in prospettiva, per un rilancio dell’attività equestre nella zona del cratere”.

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